Cassazione Penale, Sentenza n. 36564/2025 del 10/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la conferma, da parte della Corte d'assise d'appello di Firenze, della circostanza aggravante dei "futili motivi" contestata nell'omicidio di Khrystyna Novak (commesso il 02/11/2020). Il difensore ha censurato la motivazione per contraddittorietà e manifesta illogicità: la Corte d'appello avrebbe ritenuto complessivamente inattendibili le dichiarazioni confessorie dell'imputato sul contenuto del colloquio che avrebbe scatenato l'omicidio e, al contempo, avrebbe comunque riconosciuto l'aggravante senza elementi certi a sostegno del movente, limitandosi a dati esteriori (gesto di "avversione" della vittima e comportamento dell'imputato). Si contestava inoltre la violazione di legge nella valutazione della sussistenza della futilità del motivo, per mancata individuazione dello stimolo esterno concreto e per uso di elementi indiziari suscettibili di letture alternative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata nella parte in cui ha confermato la circostanza aggravante dei futili motivi, statuendo che la motivazione della Corte d'appello è viziata per insufficienza e contraddittorietà: non sono stati individuati elementi certi e concreti sul contenuto del colloquio e sul movente tali da fondare l'aggravante, e i pochi dati oggettivi richiamati (gesto di avversione, allontanamento dell'imputato) non sono idonei a comprovare la futilità del motivo. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte di assise d'appello di Firenze per nuovo giudizio sul punto. (Contesto procedurale: sentenza di primo grado Corte d'assise di Pisa condanna a 29 anni; Corte d'appello di Firenze ridusse a 24 anni confermando l'aggravante; la Cassazione ha ora annullato la conferma dell'aggravante e disposto rinvio.)
Norme richiamate
art. 577 n.4 in relazione all'art. 61 n.1 c.p.
La Corte interpreta l'aggravante dei futili motivi come basata su un confronto oggettivo e assiologico fra motivo e reato: la futilità deve risultare da elementi concreti della vicenda e la sproporzione tra motivo e condotta va valutata alla luce delle modalità esecutive e del contesto. In assenza di certezza sul movente, la qualificazione come futilità è viziata.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez.1, n.16889/2017 (D'Aggiano); Sez.1, n.45290/01/10/2024; richiami a Plazio, Barnaba, Femia, Mele, Albanese
Richiamati i principi che la futilità va accertata con una valutazione bifasica (sproporzione assiologica e incidenza sul comportamento dell'agente) e che il giudizio non può fondarsi su nozioni astratte ma su elementi concreti e verificati; la motivazione deve esplorare il movente e la sua compatibilità con l'azione.
Massime di principio
- L'aggravante dei futili motivi richiede l'accertamento concreto del motivo: non basta una generica valutazione sulla personalità dell'autore o fatti esteriori indeterminati.
- Se le dichiarazioni confessorie sul movente sono incoerenti o inattendibili, il giudice non può comunque riconoscere l'aggravante senza ulteriori elementi oggettivi che ancorino la futilità.
- La valutazione di futilità è oggettiva e assiologica: va confrontata la gravità tipica del reato con la rilevanza effettiva e razionale del motivo invocato dall'agente.
- Elementi testimonali esterni (gesti, atteggiamenti) possono integrare il quadro probatorio solo se consentono una ricostruzione plausibile e circostanziata del motivo; altrimenti non sono sufficienti.
- In presenza di vizi di motivazione relativi all'aggravante, la Corte di legittimità annulla e rinvia per nuovo esame, eventualmente ad altra sezione, affinché sia esplorata la credibilità del racconto e la ricostruzione del colloquio/movente.
- Per la difesa: contestare la sussistenza dell'aggravante puntando sull'assenza di elementi concreti e sulla incoerenza delle confessioni può essere efficace; per l'accusa: è necessario produrre elementi probatori chiari e circostanziati sul movente oltre alle confessioni.
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