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Sentenza

Sentenza n. 1803/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'annullamento della determinazione adottata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie – Divisione IX radiodiffusione televisiva e sonora. Diritti d’uso in data 1 agosto 2024 prot. n. u. 0012363 e conosciuta dalla odierna ricorrente in data 30.8.2024, che ha autorizzato, sia pur provvisoriamente la diffusione del marchio CALABRIA TV con la numerazione LCN 13 nell’Area Tecnica 16 – Calabria.

Giustizia amministrativa202409355

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione ministeriale del 1° agosto 2024 che aveva autorizzato provvisoriamente la diffusione del marchio CALABRIA TV con la numerazione LCN 13 nell'Area Tecnica 16 – Calabria

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione e controinteressata)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'annullamento della determinazione ministeriale che aveva autorizzato, in via provvisoria e in attesa della definizione di altri giudizi pendenti, la diffusione del marchio CALABRIA TV con la numerazione LCN 13 nell'Area Tecnica 16 – Calabria. Dal testo non emergono specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, poiché il giudizio è stato definito in rito senza esame della legittimità dell'atto. Nel corso del giudizio, il Ministero e la società controinteressata hanno eccepito il sopravvenuto difetto di interesse, evidenziando il superamento dell'atto provvisorio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L'atto impugnato aveva natura espressamente provvisoria e ha esaurito i propri effetti dopo la pubblicazione delle sentenze che hanno definito i giudizi connessi. Successivamente, l'Amministrazione ha adottato un nuovo provvedimento, con il quale ha definitivamente assegnato la numerazione LCN 13 alla società controinteressata. Poiché la ricorrente ha impugnato tale provvedimento definitivo con separato ricorso, l'atto provvisorio oggetto del presente giudizio risultava ormai integralmente superato e non residuava un interesse concreto e attuale alla decisione. Il Tribunale non ha esaminato i motivi di illegittimità dell'atto. Le spese sono state compensate in ragione dell'esito in rito e della complessità del contenzioso sull'assegnazione delle numerazioni nell'Area Tecnica 16 – Calabria.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione; ciò si verifica, nel caso concreto, perché l'atto provvisorio impugnato ha esaurito i propri effetti ed è stato sostituito da un provvedimento definitivo autonomamente impugnato dalla ricorrente.

Massime di principio

  • La sopravvenuta sostituzione o integrale superazione di un provvedimento provvisorio determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse quando l'atto non produce più effetti e il ricorrente abbia contestato con separato ricorso il successivo provvedimento definitivo.
  • L'interesse a ricorrere deve essere concreto e attuale al momento della decisione; non sussiste quando l'eventuale annullamento dell'atto originariamente impugnato non potrebbe più arrecare un'utilità effettiva al ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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