Cassazione Penale, Sentenza n. 1181/2022 del 13/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Livorno che aveva annullato il decreto di sequestro probatorio di un personal computer, di una penna USB e di uno smartphone disposto nell'ambito di indagini per il reato di cui all'art. 353-bis cod. pen. (turbativa del procedimento di evidenza pubblica). Il Procuratore sosteneva che il Tribunale avrebbe svolto un sindacato di merito sugli indizi riferibili al singolo coindagato (Guazzelli) anziché limitarsi a verificare la configurabilità astratta del reato e l'idoneità degli elementi a giustificare il sequestro per acquisire prove non altrimenti reperibili.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato i principi che regolano il sequestro probatorio: il decreto deve motivare il fumus commissi delicti e la finalità probatoria, specificando il nesso di pertinenza tra i beni sequestrati e la fattispecie contestata, nonché rispettare il principio di proporzionalità. Nel caso concreto la Procura non ha chiarito il ruolo concreto attribuito a Guazzelli, il nesso di pertinenza tra i beni sequestrati e il reato, né cosa concretamente fosse stato sequestrato oltre ai meri 'contenitori', con conseguente insussistenza della necessaria motivazione a fondamento del decreto e inammissibilità del ricorso.
Norme richiamate
Norma penale oggetto dell'indagine (turbativa del procedimento di evidenza pubblica); la Corte richiede che la fattispecie sia concretamente configurabile dai fatti posti a base del decreto di sequestro
art. 42 Cost.
Richiamato in funzione del bilanciamento tra diritti fondamentali e misure cautelari sui beni (tutela della proprietà), esige motivazione adeguata e proporzionata per le limitazioni
1° Protocollo addizionale CEDU, art. 1
Richiamato per il principio di tutela della proprietà e per l'esigenza di adeguata motivazione delle misure che incidono sulla disponibilità dei beni
Sez. U., n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli)
Giurisprudenza di legittimità che stabilisce l'obbligo di motivare la finalità probatoria del sequestro anche quando l'oggetto è il corpo del reato, in conformità ai principi costituzionali e convenzionali
Sez. U., n. 23 del 20/11/1996 (Bassi)
Richiama i criteri di verifica del fumus commissi delicti come requisito della motivazione del decreto di sequestro
Sez. 5, n. 13594 del 22/02/2015 (Gattuso)
Evidenzia l'obbligo motivazionale in ordine alla pertinenza probatoria delle cose sottoposte a sequestro
Corte cost., sent. n. 85 del 2013 ("caso Ilva")
Ribadisce il principio del bilanciamento e della proporzionalità tra interessi costituzionalmente rilevanti nella valutazione delle misure limitative
Corte EDU, 13 ottobre 2015, Unsped Paket Servisi San. Ve Tic. A. S. c. Bulgaria
Richiamata per il principio di proporzionalità e ragionevolezza nell'incidenza sulle libertà e sui beni, a supporto della necessità di motivazione adeguata
Massime di principio
- Per disporre un sequestro probatorio il decreto deve indicare chiaramente il "fumus commissi delicti" e la finalità probatoria: non basta una generica postulazione del reato da parte della P.M.
- Il giudice del riesame/Tribunale non può sostituirsi al giudizio di merito, ma deve verificare che esista una concreta e plausibile ricostruzione del fatto idonea a rientrare nell'ipotesi di reato prospettata
- Deve essere espressamente motivato il nesso di pertinenza tra i beni sequestrati e l'ipotesi di reato (in particolare quando si sequestrano dispositivi contenenti dati): va descritto cosa si cerca e perché non è possibile acquisirlo con misure meno invasive
- Il principio di proporzionalità impone che il sequestro sia calibrato per minimizzare l'incidenza sui diritti del soggetto (es. modulazione del vincolo per non comprometterne la funzionalità oltre il necessario)
- Quando il sequestro riguarda beni di soggetti per i quali non è stata prospettata una specifica responsabilità, il controllo sulla pertinenza e sulla necessità del sequestro deve essere più rigoroso
- In sede di impugnazione del decreto di sequestro, la Procura deve chiarire il ruolo concreto dell'indagato e il collegamento funzionale non occasionale tra i beni sequestrati e la condotta illecita che si intende provare
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