Ordinanza n. 12027/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA (-OMISSIS-)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Ministero dell'Interno ha rigettato l'istanza di concessione della cittadinanza italiana, chiedendone l'annullamento. Dall'ordinanza non emergono i motivi specifici di illegittimità dedotti nel ricorso. Il giudizio è stato inserito tra quelli suscettibili di definizione nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato. In camera di consiglio il Tribunale ha verificato la persistenza dell'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione e l'assenza di ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio.
La decisione
Il Tribunale ha accertato che persiste l'interesse del ricorrente alla decisione e che il Ministero dell'Interno ha depositato il fascicolo del procedimento ai sensi dell'art. 46 c.p.a. Non essendo state formulate ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio, ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento dell'arretrato. L'ordinanza non decide il merito del diniego di cittadinanza né definisce il giudizio; non risultano statuizioni sulle spese.
Norme richiamate
Il deposito del fascicolo del procedimento da parte dell'amministrazione è stato ritenuto compiuto.
artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.
Le disposizioni sono richiamate con riguardo al divieto di rinvio e all'organizzazione della trattazione dei ricorsi nelle udienze di smaltimento dell'arretrato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nelle udienze camerali istruttorie destinate all'organizzazione delle udienze di smaltimento dell'arretrato, il giudice deve verificare preliminarmente la persistenza dell'interesse a ricorrere e la compiuta istruzione della causa; ove tali condizioni sussistano e non siano necessarie ulteriori attività processuali, il fascicolo può essere trasmesso al Presidente del tribunale per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento.
- La verifica della persistenza dell'interesse a ricorrere può condurre, in caso di sopravvenuta carenza di interesse o di rinuncia, alla definizione del giudizio con decreto presidenziale decisorio o con pronuncia collegiale in rito; tale verifica non comporta, di per sé, una decisione sul merito della controversia.
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