Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15926/2025 del 24/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo del 07/11/2024 che, in sede di riesame, aveva annullato la misura cautelare (obbligo di dimora nel comune di residenza) applicata dal GIP di Marsala nei confronti di Sara Accardi per il reato di corruzione impropria in concorso. Il Procuratore ha contestato l'annullamento sostenendo che il Tribunale di Palermo avrebbe manifestato illogicità nella motivazione e avrebbe omesso di considerare indizi rilevanti che dimostravano l'esistenza del patto illecito e il coinvolgimento dell'imputata (figlia del pubblico ufficiale corrotto), nonché il permanere del rischio di recidiva e di inquinamento probatorio.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso promosso dal Procuratore perché l'organo pubblico non ha assolto l'onere di indicare e dimostrare la perdurante sussistenza, attualità e concretezza delle esigenze cautelari che giustificavano il ripristino della misura. La Corte ha richiamato orientamenti giurisprudenziali secondo i quali, quando l'annullamento in appello è fondato sulla mancanza di gravità indiziaria e non opera la presunzione di cui all'art. 275, comma 3, c.p.p., il pubblico ministero deve indicare le ragioni che comprovano l'attualità delle esigenze cautelari; in mancanza, il ricorso è inammissibile per carenza di interesse.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento alla sede di impugnazione (appello ex art. 310 c.p.p.), ossia il procedimento di riesame dell'ordinanza cautelare

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    La Corte osserva che la presunzione prevista da tale norma non opera per il reato in esame; dunque, in assenza di tale presunzione, grava sul pubblico ministero l'onere di dimostrare l'attualità e la concretezza delle esigenze cautelari per rendere ammissibile il ricorso

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 6, Sent. n. 43948/2023; Sez. 2, Sent. n. 6027/2024; Sez. 6, Sent. n. 42287/2024; Sez. 2, Sent. n. 41971/2024; Sez. 4, Sent. n. 31192/2024; Sez. 6, Sent. n. 14043/2024)

    Costante orientamento secondo il quale il pubblico ministero che impugna un'ordinanza di annullamento per difetto di gravità indiziaria deve indicare le ragioni dell'attualità e concretezza delle esigenze cautelari; altrimenti il ricorso è inammissibile per difetto di interesse

Massime di principio

  • Se un giudice d'appello annulla una misura cautelare per difetto di gravità indiziaria, il pubblico ministero che impugna quell'annullamento deve dimostrare nel ricorso che sussistono esigenze cautelari attuali e concrete (pericolo di fuga, di recidiva, di inquinamento probatorio o esigenze di tutela dell'istruzione), salvo che operi una presunzione di necessità prevista dalla legge.
  • Quando il reato non è coperto dalla presunzione di cui all'art. 275, comma 3, c.p.p., l'onere probatorio in ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari grava sul pubblico ministero e la mancata indicazione di elementi concreti rende il ricorso inammissibile per carenza di interesse.
  • In sede di impugnazione dell'annullamento per mancanza di gravità indiziaria è insufficiente richiamare genericamente elementi già contenuti nel provvedimento annullato: è necessario puntualizzare e aggiornare le ragioni (fatti, elementi probatori, rischi attuali) che giustificano il ripristino della misura.
  • Per rendere efficace un ricorso contro l'annullamento di una misura cautelare è utile inserire documentazione o argomentazioni che dimostrino la persistenza di concreti rischi di inquinamento probatorio o di reiterazione, nonché collegamenti diretti tra elementi di prova e le esigenze cautelari invocate.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.