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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34769/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma delle condanne per: furto in abitazione (artt. 110 e 624-bis c.p., capo A), resistenza a pubblico ufficiale (artt. 110 e 337 c.p., capo B) e lesioni personali (artt. 582-585 c.p., capo C). In cassazione hanno dedotto: (1) valutazione parziale e carenza probatoria rispetto alla contestazione di resistenza (capo B) e mancato adeguato esame delle deposizioni; (2) impossibilità di attribuire con certezza a chi dei due imputati l'azione materiale che ha causato le lesioni (capo C); (3) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.); (4) errata applicazione della recidiva nei confronti di Di Vincenzo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili come manifestamente infondati. Ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito: nel rito abbreviato gli atti acquisiti (comunicazione di notizia di reato, verbale di arresto, ecc.) possono essere piena base probatoria; le condotte di fuga con manovre per ostacolare l'inseguimento e il successivo divincolarsi e strattonare gli operatori costituiscono resistenza violenta ai sensi dell'art. 337 c.p.; la responsabilità per le lesioni è stata ritenuta concorrente per sinergia d'azione anche se non è possibile individuare quale dei due abbia materialmente colpito; il diniego delle attenuanti generiche è motivato e insindacabile in sede di legittimità; la recidiva è stata correttamente valutata alla luce dei precedenti e della pericolosità. I ricorrenti sono condannati alle spese e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    artt. 110 e 624 bis cod. pen.; artt. 110 e 337 cod. pen.

    Usato per fondare il concorso di persone nei reati: entrambi gli imputati rispondono delle condotte collettive e dei risultati del loro disegno criminoso.

  • art. 624-bis c.p.

    artt. 110 e 624 bis cod. pen.

    Configurato il furto in abitazione per l'introduzione nell'abitazione e l'impossessamento di denaro e preziosi; le risultanze documentali e il verbale di arresto, anche in rito abbreviato, sono state ritenute sufficienti a provarlo.

  • art. 337 c.p.

    artt. 110 e 337 cod. pen.

    La Corte ha ribadito che l'uso di forza finalizzato a neutralizzare l'azione del pubblico ufficiale (manovre spericolate, divincolarsi strattonando) integra la 'violenza' prevista dall'art. 337 e non è mera resistenza passiva.

  • artt. 582-585 c.p.

    Le lesioni personali sono state ritenute causate in concorso da entrambi gli imputati per la sinergia d'azione; non è necessario identificare il singolo autore materiale quando l'azione congiunta ha prodotto l'evento lesivo.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se il giudice di merito, non contraddittoriamente, richiama gli elementi decisivi (es. precedenti penali) che giustificano l'esclusione.

  • art. 133 c.p.

    Richiamato per i criteri di determinazione della pena e per gli elementi che possono essere considerati ai fini delle attenuanti generiche; il giudice può scegliere gli elementi ritenuti preponderanti.

  • art. 23 comma 8 d.l. n. 137/2020 e art. 16 D.L. 30/12/2021 n. 228

    comma 8 dell'art. 23 del d.l. n. 137/2020, conv. con modificazioni nella L. 176/2020; art. 16 del D.L. 30 dicembre 2021, n. 228, convertito con modificazioni dalla L. 25 febbraio 2022, n. 15

    Norme procedurali citate per giustificare la produzione delle richieste scritte del Procuratore generale ai fini della decisione; il P.G. ha chiesto l'inammissibilità dei ricorsi.

Massime di principio

  • Nel rito abbreviato l'imputato rinuncia ad acquisire nuove prove: gli atti già raccolti (verbali, comunicazioni di notizia di reato) possono costituire piena base probatoria se completi e congruenti.
  • La resistenza a pubblico ufficiale (art. 337) richiede un comportamento non meramente passivo; manovre volte a neutralizzare l'azione degli agenti o a impedire l'inseguimento costituiscono violenza punibile.
  • Quando più soggetti agiscono con sinergia e l'evento lesivo deriva dall'azione congiunta, tutti possono essere ritenuti responsabili anche se non è possibile attribuire il colpo materiale a uno solo.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è insindacabile in cassazione se il giudice di merito motiva, anche richiamando i precedenti, le ragioni della esclusione; non è necessario elencare tutti gli elementi favorevoli eventualmente esistenti.
  • La recidiva va valutata in relazione alla natura e alla vicinanza temporale dei precedenti: plurimi e recenti precedenti per reati affini aumentano la ragionevolezza dell'aggravante.
  • Un errore di identificazione formale (es. chi era alla guida) non esclude la responsabilità se emerge un comune disegno di opporsi all'intervento delle forze dell'ordine.
  • I verbali redatti da più operatori e la comunicazione di notizia di reato, se concordanti, hanno rilevanza probatoria anche in appello e in sede di giudizio abbreviato.

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