Cassazione Penale, Sentenza n. 22834/2022 del 13/06/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva ammesso Spagnuolo all'affidamento in prova al servizio sociale, censurando il difetto di motivazione. In particolare ha richiamato le informazioni della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che documentavano plurimi contatti epistolari recenti dello Spagnuolo con persone appartenenti al clan Capriati (di cui il condannato aveva fatto parte) e la mancata collaborazione con la giustizia. Ha inoltre evidenziato che l'affidamento è in corso a Modugno, area di influenza della cosca, e che il condannato coabita con soggetti pregiudicati (Giorgio Martiradonna e Chiara Spagnuolo) con pendenze per traffico di stupefacenti e associazione di stampo mafioso, fattori che potrebbero incidere sulla prognosi di pericolosità e sull'idoneità della misura alternativa.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Sassari per un nuovo giudizio. Ha motivato che, sebbene il Tribunale avesse valorizzato il positivo andamento della misura, ha omesso di approfondire elementi rilevanti provenienti dall'informativa della DDA (i contatti epistolari con affiliati al clan Capriati) e la idoneità della sistemazione abitativa in un territorio influenzato dalla cosca. La Corte ha quindi disposto che tali aspetti siano verificati e adeguatamente motivati, anche al fine di chiarire se i contatti e la convivenza siano irrilevanti o compatibili con il percorso risocializzante.
Norme richiamate
delitto ex art. 416-bis cod. pen.
La Corte considera rilevante che il condannato abbia scontato una pena per reato associativo di tipo mafioso; i contatti continuativi con affiliati al medesimo clan sono elementi utili alla valutazione della prognosi di pericolosità sociale e quindi alla meritevolezza dell'ammissione a misure alternative
Massime di principio
- Il positivo andamento di una misura alternativa è un elemento importante ma non esclude l'obbligo per il giudice di valutare e motivare specificamente eventuali informazioni indicanti persistenti legami con la criminalità organizzata
- Le informazioni investigative fornite dalla DDA (o altri organi) su contatti con affiliati a clan devono essere approfondite dal giudice e non possono essere semplicemente ignorate nella motivazione
- La collocazione territoriale dell'affidamento e la composizione del nucleo familiare/coabitazione vanno valutate per verificarne l'idoneità a interrompere relazioni criminogene
- Se il giudice ritiene irrilevanti contatti o convivenze potenzialmente rischiose, deve spiegare esplicitamente il perché, altrimenti la decisione può essere annullata per vizio di motivazione
- Il Procuratore generale può ottenere l'annullamento e il rinvio qualora evidenzi omissioni motivazionali su elementi essenziali ai fini della valutazione della pericolosità e della meritevolezza dell'ammissibilità alla misura alternativa
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