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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04216/2025 del 31/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per un fatto in materia di stupefacenti. Con il primo motivo ha censurato la motivazione della sentenza impugnata per la mancata riqualificazione del fatto nell'ipotesi attenuata di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990, sostenendo in sostanza che la condotta dovesse essere sussunta nella fattispecie di lieve entità. Con il secondo motivo ha lamentato la mancata motivazione sulla sostituzione della pena detentiva breve con una pena sostitutiva, individuata nella semilibertà o nella detenzione domiciliare. La Corte ha ritenuto il primo motivo non specifico e sostanzialmente reiterativo delle doglianze già respinte in appello, osservando che la motivazione di merito era congrua nel valorizzare il contesto complessivo delle condotte e la non irrilevante quantità di stupefacente, incompatibili con il lieve entità; ha dichiarato il secondo motivo inammissibile per difetto di interesse, poiché la pena complessivamente inflitta non consentiva la sostituzione richiesta.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto il primo motivo privo di specificità, perché mera riproposizione di censure già esaminate e disattese in appello, e comunque infondato alla luce della motivazione di merito sulla non configurabilità del fatto di lieve entità ex art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990. Il secondo motivo è stato giudicato inammissibile per carenza di interesse, poiché la pena inflitta non rientrava nel limite entro il quale l'art. 53 l. 689/1981 consente la sostituzione con semilibertà o detenzione domiciliare. L'imputato è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    L'ipotesi attenuata di lieve entità non è configurabile quando il contesto complessivo delle condotte e la quantità di stupefacente non siano irrilevanti.

  • art. 53 l. 689/1981

    "il giudice, nel pronunciare sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, quando ritiene di dover determinare la durata della pena detentiva entro il limite di quattro anni, può sostituire tale pena con quella della semilibertà o della detenzione domiciliare"

    La sostituzione della pena detentiva con semilibertà o detenzione domiciliare è possibile solo se la pena da determinare non supera il limite di quattro anni; in difetto di tale presupposto il motivo di ricorso sulla mancata sostituzione è inammissibile per carenza di interesse.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a riprodurre, senza una critica argomentata specifica, le censure già dedotte in appello e già motivate e disattese dal giudice di merito.
  • La qualificazione del fatto nel comma 5 dell'art. 73 d.P.R. 309/1990 richiede una valutazione complessiva del contesto della condotta e della consistenza quantitativa della sostanza; se tali elementi escludono la lieve entità, la motivazione del giudice di merito è insindacabile in assenza di manifesta illogicità.
  • La doglianza sulla mancata sostituzione della pena è inammissibile quando la pena concretamente inflitta non rientra nel limite legale che consente l'applicazione delle pene sostitutive previste dall'art. 53 l. 689/1981.
  • La mancanza del presupposto legale per la sostituzione della pena comporta difetto di interesse a censurare la motivazione del giudice sul punto.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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