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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 540/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia sull'illegittimità del diniego dell'Amministrazione penitenziaria a consentire l'inoltro, da parte del detenuto sottoposto al regime 41-bis, di una somma di denaro (150 euro) a favore di un familiare ristretto in altro istituto. L'Amministrazione aveva negato l'invio richiamando il parere preventivo negativo della Direzione distrettuale antimafia e la necessità di limitare i flussi di denaro tra esponenti di organizzazioni criminali. Il Tribunale di sorveglianza aveva invece ritenuto illegittimo il diniego perché la somma rientrava nel peculio disponibile del mittente e non avrebbe fatto superare al destinatario la soglia consentita, con la conseguente compressione indebita di una facoltà patrimoniale del detenuto entro i limiti consentiti dalla legge e dal regolamento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero della Giustizia. Ha ritenuto che il primo motivo non avesse adeguatamente affrontato le ragioni diffuse e sostanziali esposte dall'ordinanza impugnata, la quale aveva censurato una compressione del peculio del detenuto al di là di quanto previsto dalle norme sostanziali. Il secondo motivo è stato considerato non consentito perché il sindacato in sede di reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis è limitato ai profili di violazione di legge (inclusa l'assenza o l'apparenza della motivazione) e non a un esame approfondito della coerenza logica della motivazione. La Corte ha inoltre escluso la condanna alle spese e alla sanzione della Cassa delle ammende, in considerazione della natura pubblica della funzione svolta dall'Amministrazione nel procedimento.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ord. pen., comma 2-quater, lett. a)

    Richiamata come disciplina del regime penitenziario differenziato; la decisione sottolinea che l'Amministrazione non può comprimere oltre i limiti sostanziali previsti dalla normativa la facoltà del detenuto di disporre del proprio peculio non vincolato.

  • art. 35-bis Ord. pen.

    Regola il reclamo giurisdizionale esperibile dal detenuto; la Corte ricorda che in tale procedimento il sindacato è limitato ai profili di violazione di legge e all'assenza o mera apparenza della motivazione, non a un riesame estensivo della logica della decisione impugnata.

  • Circolare dipartimentale del 2 ottobre 2017 (e integrazione 6 novembre 2017)

    Prevedeva cautele procedurali (uso del vaglia postale, comunicazioni alla Direzione generale detenuti e trattamento) e, con l'integrazione, la necessità del preventivo parere della Direzione distrettuale antimafia; la Corte osserva che tali prescrizioni procedurali non possono giustificare una compressione di diritti oltre quanto consentito dalla legge sostanziale.

  • Sez. 1, n. 5697 del 12/12/2014

    Giurisprudenza richiamata per delimitare il sindacato della Corte nel procedimento ex art. 35-bis: il controllo è volto a violazioni di legge e all'assenza o mera apparenza della motivazione.

  • Sez. U, n. 3775 del 21/12/2017

    Principio secondo cui la natura pubblica della funzione esercitata dall'Amministrazione nel procedimento per reclamo giurisdizionale può esonerare dall'obbligo di condanna alle spese e alla sanzione in favore della Cassa delle ammende.

  • Costituzione e Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU)

    Richiamate in via generale come quadro di tutela dei legami affettivi e familiari e del trattamento rispettoso della dignità del detenuto; il Tribunale ha invocato tali principi per difendere la possibilità del detenuto di esercitare limitate scelte patrimoniali.

Massime di principio

  • In regime 41-bis l'Amministrazione può adottare misure di sicurezza e cautele procedurali, ma non può comprimere diritti e facoltà patrimoniali del detenuto oltre i limiti sostanziali espressamente previsti dalla legge.
  • Pareri preventivi di organi come la Direzione distrettuale antimafia e prescrizioni circolari hanno rilevanza procedurale e di rischio, ma non sostituiscono o estendono norme sostanziali che disciplinano il peculio e le soglie consentite.
  • Nel reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis il sindacato giudiziario è limitato a profili di violazione di legge e all'assenza o mera apparenza della motivazione; non è ammesso un riesame esteso della coerenza logico-argomentativa della decisione amministrativa.
  • I dinieghi di trasferimenti di denaro devono essere motivati con riferimento a norme chiare e specifiche o a elementi fattuali concreti (es. superamento di soglie, fondati sospetti di illiceità), non con censure generiche di opportunità o mera prevenzione.
  • Quando la somma rientra nel peculio disponibile del mittente e non fa superare al destinatario limiti previsti, l'Amministrazione deve fornire una motivazione concreta per negare l'invio, altrimenti il diniego può essere annullato dal giudice.
  • La Pubblica Amministrazione che esercita funzioni pubbliche nel procedimento può essere esentata dalle spese processuali; tuttavia, ciò non incide sull'esame di legittimità del provvedimento impugnato.

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