Cassazione Penale, Sentenza n. 31925/2022 del 30/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. per presunto "errore di fatto" consistente nell'omessa considerazione delle conclusioni scritte depositate dalla difesa, con specifica richiesta di dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione. Il ricorrente sosteneva che la prescrizione fosse maturata entro il termine utile (indicando termini e sospensione per Covid) e che l'omissione violasse il principio del contraddittorio (art. 24 e 111 Cost.).
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., l'errore di fatto è sindacabile solo se decisivo; nel caso di specie l'omessa valutazione delle conclusioni non avrebbe determinato una decisione diversa perché la prescrizione, secondo la Corte, sarebbe comunque maturata dopo la sentenza impugnata e la valutazione di inammissibilità impedisce di esaminare cause di non punibilità sopravvenute. È stata altresì disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Disciplina il ricorso per errore di fatto: può essere proposto solo per errori materiali o di fatto 'decisivi', cioè che avrebbero determinato una decisione diversa se non fossero occorsi.
art. 173, comma 1, disp. att., c.p.p.
Limita la estensione della motivazione richiesta nel ricorso per errore di fatto ai soli elementi strettamente necessari per spiegare l'errore dedotto.
art. 24 Costituzione
Richiama il principio del contraddittorio in sede giudiziaria; la parte ha invocato la violazione, ma la Corte ha ritenuto che eventuali omissioni non fossero decisive ai fini della pronuncia.
art. 111 Costituzione
Garantisce il giusto processo e i diritti della difesa; evocata dal ricorrente in relazione alla mancata considerazione delle conclusioni, ma non ha determinato l'accoglimento del ricorso per assenza di errore decisivo.
d. l. 137 del 2000
Norma citata a supporto del principio del contraddittorio e delle modalità di deposito delle conclusioni; la Corte non ha ritenuto tale contestazione risolutiva nel caso concreto.
Riguarda la declaratoria delle cause di non punibilità; la Corte ha precisato che l'inammissibilità del ricorso esclude la possibilità di rilevare e dichiarare cause di non punibilità sopravvenute (es. prescrizione maturata dopo la sentenza impugnata).
Consente la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso infondato o inammissibile; applicata per la somma di euro 3.000,00.
Massime di principio
- Il ricorso per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è ammissibile solo quando l'errore sia 'decisivo' e avrebbe portato a una decisione diversa; omissioni procedurali non sono sufficienti se non hanno inciso sul decisum.
- Se la causa di estinzione del reato (es. prescrizione) matura dopo la sentenza impugnata, la Cassazione, quando dichiara il ricorso inammissibile, normalmente non può procedere a dichiarare tale estinzione o causa di non punibilità.
- Per far valere la prescrizione è preferibile sollevarla tempestivamente nei gradi di merito e, se possibile, prima della pronuncia impugnata: questioni sopravvenute successivamente all'impugnazione rischiano di rimanere inesaminate in caso di inammissibilità del ricorso per cassazione.
- La mancata menzione o valutazione delle conclusioni scritte può costituire motivo di censura solo se si dimostra che quella omissione ha effettivamente determinato l'esito del giudizio; la semplice violazione formale del contraddittorio non è sufficiente senza prova del nesso causale con la decisione.
- Ricorsi considerati manifestamente infondati o inammissibili possono comportare sanzioni pecuniarie e condanna alle spese (anche pagamento alla Cassa delle ammende), quindi è importante valutare preventivamente la fondatezza sostanziale del motivo di ricorso per errore di fatto.
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