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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10725/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che lo aveva condannato per il reato previsto dall'art. 4, comma 4-bis della legge 13/12/1989 n. 401 (esercizio abusivo di raccolta scommesse), nonché per violazione dell'art. 88 TULPS (assenza di autorizzazione di polizia) e per mancanza della concessione AAMS, pur avendo un contratto di affiliazione con il bookmaker "Phoenix Internationals LTD - marchio B28275". In cassazione il motivo principale era la violazione di legge e il travisamento della prova: la Corte d'appello avrebbe riformato l'assoluzione del Tribunale (che aveva escluso l'intermediazione e la raccolta di denaro, rilevando che il ricorrente si era limitato a mettere a disposizione terminali) basandosi su un presunto conto corrente intestato al ricorrente e su valutazioni non presenti negli atti, senza rinnovare l'istruttoria e senza fornire una motivazione "rafforzata" sufficiente a dissipare i dubbi dell'assoluzione di primo grado.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando la sentenza impugnata e rinviando ad altra Sezione della Corte d'Appello di Palermo per nuovo giudizio. La motivazione della Cassazione sottolinea che la Corte d'appello ha riformato l'assoluzione senza adeguata motivazione rafforzata, ha fatto affermazioni assertive su un conto corrente e su una presunta raccolta di denaro non riscontrabili negli atti e non ha eliminato i dubbi posti dalla sentenza di assoluzione; pertanto la decisione è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.

Norme richiamate

  • legge 13 dicembre 1989 n. 401, art. 4, comma 4-bis

    La norma incrimina l'esercizio abusivo dell'attività di raccolta scommesse. Nel caso è stato richiamato come titolo di accusa, ma la Cassazione richiama che per la configurabilità del reato occorre prova dell'intermediazione e della raccolta/gestione di denaro, non la sola messa a disposizione di terminali.

  • T.U.L.P.S. art. 88

    Prevede la necessità di autorizzazione di polizia per determinate attività; la sua mancanza è stata richiamata nell'imputazione, ma la Corte ha evidenziato che la condanna penale richiede prova specifica dell'attività illecita e della sua concreta gestione.

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8

    Richiamata come norma procedurale cui è stato trattato il ricorso (norma emergenziale/procedimentale sul procedimento), senza incidenza sostanziale sul merito sostanziale della decisione.

  • disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1

    Richiamata in relazione ai limiti di motivazione e ai vincoli nella presentazione dei motivi di impugnazione; la Cassazione nota che, nei limiti richiesti, il ricorso è stato motivato adeguatamente.

  • Giurisprudenza citata (es. Sez. 3, n. 7129/2020; Sez. 3, n. 35067/2016; Sez. U, n. 23271/2004 ecc.)

    La Corte richiama precedenti secondo i quali per ritenere sussistente il reato relativo alla raccolta scommesse è necessaria la dimostrazione dell'attività di intermediazione e della gestione dei flussi monetari; mere disponibilità di terminali non sono necessariamente idonee a configurare il reato.

Massime di principio

  • Quando il giudice d'appello intende riformare un'assoluzione, deve fornire una motivazione "rafforzata" e specifica che elimini i dubbi che avevano condotto all'assoluzione in primo grado; motivazioni assertive o generiche possono comportare annullamento con rinvio.
  • Per il reato di esercizio abusivo di raccolta scommesse non basta provare la disponibilità di postazioni/terminali: è necessario dimostrare l'attività di intermediazione, la raccolta e la gestione di denaro o altri flussi funzionali all'attività illecita.
  • L'affermazione dell'esistenza di elementi probatori (es. un conto corrente "messo a disposizione" dei giocatori) richiede riscontro documentale o probatorio negli atti; deduzioni non supportate da elementi di prova costituiscono travisamento della prova.
  • Se la sentenza di primo grado è motivata sull'insussistenza fattuale del reato, il giudice che la riforma deve o procedere al rinnovo dell'istruttoria o spiegare in modo dettagliato perché e come i nuovi elementi o la diversa valutazione delle prove superano le ragioni dell'assoluzione.
  • La presenza di un contratto di affiliazione con un bookmaker estero non esclude automaticamente la necessità di autorizzazioni e concessioni previste dall'ordinamento italiano; tuttavia, per la responsabilità penale occorre prova del concreto esercizio illegittimo sul territorio nazionale.

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