Cassazione Penale, Ordinanza n. 40350/2025 del 16/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha applicato l'art. 616 c.p.p., condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Dal testo non emergono i fatti di merito né il reato originariamente contestato.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'interessato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli, articolando un unico motivo di annullamento. Dal testo emerge che la doglianza riguardava esclusivamente la determinazione del trattamento punitivo, cioè il profilo sanzionatorio della decisione di merito. La Corte di cassazione ha ritenuto che la sentenza impugnata fosse sorretta da motivazione sufficiente e non illogica e da adeguato esame delle deduzioni difensive, sicché il relativo giudizio di merito non era censurabile in sede di legittimità.
Norme richiamate
In caso di inammissibilità del ricorso seguono la condanna alle spese processuali e il pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando investe solo la determinazione del trattamento sanzionatorio e la sentenza impugnata è sorretta da motivazione sufficiente, non illogica e da un adeguato esame delle deduzioni difensive.
- Le censure che mirano a rivalutare il merito del giudizio sanzionatorio non sono proponibili in cassazione se la motivazione della decisione di merito resiste alle critiche e non presenta vizi logici o giuridici rilevabili in sede di legittimità.
- All'inammissibilità del ricorso consegue l'applicazione delle statuizioni economiche previste dall'art. 616 c.p.p.
Come è indicizzato
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