Cassazione Penale, Sentenza n. 26180/2023 del 16/06/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza di condanna per ricettazione di un telefono cellulare lamentando: carenza di motivazione circa l'elemento oggettivo del reato e l'idoneità dei tabulati telefonici; errata applicazione della legge penale e insufficiente motivazione sul dolo; omessa applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.); mancata concessione della sospensione condizionale della pena; violazione di legge e mancanza di motivazione circa la non sostituzione della pena ai sensi degli artt. 53 e 58 della legge n. 681/1981. In particolare, la difesa sosteneva che la ricorrente fosse ignara della provenienza furtiva del cellulare e che, quindi, mancasse il dolo, nonché che sussistessero i presupposti per l'applicazione della particolare tenuità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al motivo relativo all'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto). Ha confermato che la prova del dolo poteva essere desunta dall'assenza di spiegazioni sul possesso del telefono e ha respinto le censure relative alla responsabilità; tuttavia ha annullato la sentenza limitatamente al diniego della non punibilità per tenuità, ritenendo errata la valutazione compiuta dalla Corte territoriale circa il valore del bene e l'abitualità dell'agente (preesistenti condanne ritenute non necessariamente omogenee). Ha rinviato ad altra Sezione della Corte di Appello di Palermo per nuovo giudizio esclusivamente sul punto dell'applicazione dell'art. 131-bis, assorbendo gli altri motivi relativi al trattamento sanzionatorio.
Norme richiamate
definisce il comportamento abituale come quello dell'autore che "abbia commesso più reati della stessa indole"
La Corte richiede che, per escludere la particolare tenuità, si valuti non solo il valore materiale del bene ma anche l'abitualità e la gravità della condotta; il comportamento abituale presuppone più reati della stessa indole e l'eventuale precedente non è automaticamente idoneo a escludere la tenuità se non risulta omogeneo per circostanze e modalità
L'articolo (richiamato dalla sentenza di primo grado) prevede una circostanza attenuante per il reato di ricettazione; la Corte territoriale aveva riconosciuto tale attenuante in ragione del valore ritenuto non elevato del bene
I precedenti penali richiamati dalla Corte territoriale erano relativi a reati ex art. 633; la Cassazione osserva che tali precedenti vanno valutati alla luce della nozione di "stessa indole" e non possono automaticamente escludere la particolare tenuità
artt. 53 e 58 legge n. 681/1981
Norme richiamate in ordine alla possibile sostituzione della pena; la Corte ha ritenuto assorbite le questioni relative alla sostituzione della pena in quanto connesse alla valutazione della tenuità e del trattamento sanzionatorio
Sez. U, n. 18891 del 27/01/2022 (Ubaldi)
"più reati possono considerarsi omogenei per comunanza di caratteri fondamentali quando siano simili le circostanze oggettive... ovvero quando le modalità di esecuzione, gli espedienti adottati o le modalità di aggressione dell'altrui diritti rivelino una propensione verso la medesima tecnica delittuosa"
La giurisprudenza di legittimità chiarisce il concetto di "reati della stessa indole": la valutazione dell'omogeneità tra reati deve fondarsi su circostanze oggettive, modalità esecutive e contesto, non solo sulla mera qualificazione normativa
Massime di principio
- La particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) richiede una valutazione complessiva: valore del bene, gravità dell'offesa, modalità e abitualità dell'agente. Il mero valore economico non è necessariamente decisivo.
- La condizione di "comportamento abituale" si verifica solo se i precedenti sono omogenei per natura, modalità e contesto: precedenti diversi per indole non escludono automaticamente la tenuità.
- La consapevolezza della provenienza illecita di un bene ricevuto può essere desunta anche dall'omessa spiegazione sul possesso: il silenzio o la mancata giustificazione possono costituire indizio di mala fede.
- Se la Corte territoriale valuta erroneamente elementi decisivi (es. valore del bene o omogeneità dei precedenti), la Cassazione può annullare la decisione limitatamente a tale profilo e rinviare per un nuovo esame.
- Questioni accessorie come concessione della sospensione condizionale o sostituzione della pena devono essere riesaminate dopo che è stato risolto il punto sulla eventuale non punibilità per tenuità.
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