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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4590/2023 del 03/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 03/05/2022 con cui la Corte di appello di Roma aveva rigettato la domanda di riparazione per ingiusta detenzione proposta da Ogieva. La ricorrente denunciava violazione dell'art. 627, comma 3, c.p.p. e vizio di motivazione rispetto alla esclusione della condotta gravemente colposa ai sensi dell'art. 314 c.p.p., sostenendo che la Corte di appello non si era uniformata ai rilievi della sentenza di annullamento della Cassazione e aveva riproposto argomentazioni già ritenute illogiche, valorizzando contraddizioni e dichiarazioni che la Cassazione aveva escluso rilevanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha richiamato i principi secondo cui, dopo annullamento per vizio di motivazione, il giudice di rinvio conserva autonomia valutativa ma non può fondare la nuova decisione sugli stessi argomenti già censurati dalla Cassazione e deve motivare conformandosi allo schema enunciato nella sentenza di annullamento. Nel caso di specie la Corte di appello ha riprodotto lo schema motivazionale e gli stessi argomenti già censurati (valutando negativamente elementi la cui rilevanza era stata esclusa in sede di cognizione), violando il dovere di motivazione imposto dalla sentenza di annullamento. L'ordinanza impugnata è quindi annullata con rinvio per nuovo giudizio alla Corte di appello di Roma in diversa composizione. Le questioni sulle spese saranno decise dal giudice di merito al termine del nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 627, comma 3, cod.proc.pen.

    Norma richiamata nel ricorso in relazione alla disciplina della riparazione per ingiusta detenzione; impiegata come quadro normativo per valutare la domanda di riparazione della ricorrente.

  • art. 314, cod.proc.pen.

    Richiamata in relazione alla nozione di condotta gravemente colposa che può escludere il diritto alla riparazione; la Corte ha valutato se la motivazione della Corte di appello avesse correttamente individuato tale condotta.

Massime di principio

  • Se la Cassazione annulla per vizio di motivazione, il giudice di rinvio può riconsiderare autonomamente le risultanze probatorie, ma non può rimettere a fondamento della decisione gli stessi argomenti già dichiarati illogici o carenti dalla Corte di legittimità.
  • Nel giudizio di riparazione per ingiusta detenzione il giudice di merito è autonomo rispetto al giudizio penale di cognizione, ma non può ritenere provati fatti o attribuire valore decisivo a circostanze che il giudice della cognizione ha definitivamente escluso.
  • La motivazione del giudice di rinvio deve esplicitamente confrontarsi con i profili indicati dalla Cassazione nella sentenza di annullamento e fornire argomentazioni nuove o integrate se pervenuta allo stesso risultato della pronuncia annullata.
  • Non è consentito negare la riparazione basandosi su elementi di fatto la cui rilevanza negativa è stata esclusa in sede di cognizione: ciò configurerebbe un uso illegittimo del potere valutativo del giudice di rinvio.
  • In caso di annullamento con rinvio, la Corte di Cassazione può ordinare il nuovo esame in diversa composizione; le statuizioni sulle spese relative al giudizio di legittimità e al successivo giudizio di rinvio spettano al giudice di merito al termine del nuovo procedimento.

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