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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38771/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Garone impugnava la sentenza del 13/10/2023 con cui la Corte d'appello di Potenza aveva confermato la condanna del Tribunale di Lagonegro per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Denunciava la violazione del diritto di difesa per non aver ottenuto la concessione dei termini a difesa ex art. 108 c.p.p. dopo la nomina, il 10/10/2023, di un nuovo difensore (avv. Nicola Cerasuolo) e la mancata motivazione sul diniego di tali termini; sosteneva che l'udienza del 13/10/2023 si era poi svolta in forma di trattazione scritta con pronuncia del dispositivo senza concedere i termini richiesti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la richiesta di termini avanzata due giorni prima dell'udienza cartolare fosse tardiva rispetto ai termini stabiliti per il deposito delle conclusioni scritte dalla normativa emergenziale (poi resa ordinaria dalla riforma Cartabia) e che, nel giudizio di appello a trattazione scritta, la dialettica processuale è essenzialmente cartolare: non sussiste dunque il diritto automatico alla concessione di termini ex art. 108 c.p.p. nel caso in cui la nuova nomina difensiva avvenga dopo lo spirare del termine per l'esercizio delle attività difensive. La Corte ha inoltre osservato l'assenza nell'atto del ricorrente di circostanze particolari (es. necessità di rimessione in termini o prove sopravvenute) che potessero giustificare la concessione dei termini o integrare una nullità. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 108 cod. proc. pen.

    La Corte ha ricordato che l'art. 108 disciplina i termini a difesa ma, nel giudizio cartolare di appello (normativa emergenziale e riforma Cartabia), il mancato rispetto dei termini per il deposito degli atti rende inefficace una richiesta tardiva di proroga; non sussiste un diritto automatico alla concessione di termini se la domanda perviene dopo lo spirare del termine per svolgere le attività difensive.

  • art. 96 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla disciplina dei termini e delle eccezioni processuali; la Corte ha ritenuto non fondata l'eccezione di nullità per violazione delle norme sui termini poiché non vi era pregiudizio concreto alla difesa.

  • art. 178, lett. c) cod. proc. pen.

    Citato insieme alle altre norme attinenti alle forme di trattazione e notifiche; utilizzato come riferimento procedurale per la regolarità del rito cartolare.

  • art. 180 cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento procedurale nella catena di norme che regolano le forme di svolgimento dell'udienza e le notifiche; la Corte non ha ritenuto violata la normativa formale.

  • art. 121 cod. proc. pen.

    Riferimento alla facoltà di svolgere attività difensive e alla forma del contraddittorio; la Corte ha precisato che alla facoltà prevista non corrisponde un diritto automatico alla concessione di termini una volta spirati i termini regolamentari.

  • Sez. 5, n. 2655 del 05/10/2021 (Chelucci)

    «nel giudizio per cassazione, nel caso di revoca del precedente difensore e di nomina di uno nuovo verificatesi nell'immediatezza della celebrazione del processo, non è consentita la concessione di un termine a difesa poiché, in tale giudizio, l'intervento del difensore è meramente eventuale per i procedimenti che si celebrano in pubblica udienza ed è escluso per quelli in camera di consiglio in cui il contraddittorio, salvo che sia diversamente disposto, è meramente cartolare»

    La Corte ha richiamato questo precedente per estendere al giudizio cartolare di appello il principio che la nomina tardiva del difensore non impone la concessione di termini quando il procedimento è essenzialmente cartolare e centrat sullo scritto introduttivo.

  • Sez. U, n. 155 del 29/09/2011 (Rossi)

    Citata per il principio secondo cui il diniego di termini o la concessione di termini ridotti non costituiscono di per sé una nullità quando la richiesta non risponda a reali esigenze difensive e non si configuri un pregiudizio effettivo al diritto di difesa.

  • Sez. 1, n. 19784 del 10/04/2015 (Belforte)

    Richiamata per il principio secondo cui nel giudizio cartolare di appello la dialettica processuale è incentrata sul contenuto dell'atto introduttivo, con limitato spazio per integrazioni tardive.

  • Sez. 6, n. 41381 del 08/11/2011 (Esposito)

    Utilizzata come riferimento giurisprudenziale circa l'esigenza di comprovare situazioni particolari (es. rimessione in termini) per giustificare la concessione di ulteriori termini o l'annullamento per nullità.

Massime di principio

  • Nel giudizio di appello svolto in forma cartolare (trattazione scritta) il contraddittorio è essenzialmente basato sugli atti scritti: la nomina tardiva del difensore non comporta di per sé il diritto a ottenere termini supplementari se i termini per il deposito degli atti sono già trascorsi.
  • La richiesta di termini avanzata dopo lo spirare dei termini processuali non produce automaticamente nullità; occorre dimostrare un concreto pregiudizio alla difesa o situazioni particolari (prove sopravvenute, necessità di rimessione in termini) per ottenere accoglimento o annullamento.
  • I principi enunciati per il giudizio di cassazione (in particolare la funzione cartolare del rito) possono essere estesi al giudizio d'appello cartolare: rileva prioritariamente il contenuto dell'atto introduttivo e le integrazioni tardive hanno spazio limitato.
  • Quando si nomina un nuovo difensore poco prima dell'udienza, è opportuno chiedere tempestivamente la rimessione in termini o produrre, nei modi e nei termini previsti, eventuali atti integrativi giustificativi di esigenze difensive sopravvenute.
  • Il diniego di termini non costituisce automaticamente una nullità impugnabile: la strategia difensiva in casi simili deve documentare la concreta necessità di nuovi termini per evitare il rigetto dell'eccezione.

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