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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33134/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse. Ha inoltre stabilito che tale sopravvenuta inammissibilità non comporta l'applicazione di provvedimenti accessori di condanna: il ricorrente non è stato condannato alle spese del procedimento né al pagamento di sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende, in conformità alla giurisprudenza richiamata. Decisione emessa a Roma il 24 giugno 2025.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Catania che aveva rigettato le richieste di affidamento in prova, detenzione domiciliare e semilibertà. Successivamente il difensore del ricorrente ha trasmesso dichiarazione di rinuncia al ricorso, segnalando che un provvedimento successivo del medesimo Tribunale aveva reso favorevole la posizione dell'assistito, determinando il venir meno dell'interesse all'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 591 cod. proc. pen.

    Cita l'articolo per distinguere le cause ordinarie di inammissibilità; nella fattispecie la dichiarazione di inammissibilità è stata ritenuta indipendente dalle cause previste da questo comma

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Riferimento per evidenziare che la inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse è diversa dalle ipotesi che legittimano sanzioni previste da questo comma

  • Sez. U, n. 7931 del 16/12/2010 (Testini)

    Principio secondo cui il ricorso avverso provvedimento applicativo di misura custodiale diventa inammissibile se la misura viene nel frattempo revocata o resa inefficace

  • Sez. U, n. 20 del 09/10/1996 (Vitale)

    Conferma che la sopravvenuta mancanza di interesse non comporta condanna alle spese né sanzione pecuniaria

  • Sez. U, n. 7 del 25/06/1997 (Chiappetta)

    Ulteriore conferma giurisprudenziale del principio di non applicazione di sanzioni per sopravvenuta inammissibilità per mancanza di interesse

  • Sez. 6, n. 22747 del 06/03/2003 (Caterino)

    Giurisprudenza di supporto sulla stessa linea interpretativa

  • Sez. 2, n. 30669 del 17/05/2006 (De Mitri)

    Conferma dell'orientamento circa le conseguenze della sopravvenuta perdita d'interesse

Massime di principio

  • Se, dopo la proposizione di un ricorso, sopravviene un provvedimento che rende favorevole la posizione del ricorrente o elimina l'oggetto della controversia, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse.
  • La dichiarazione di inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse non comporta automaticamente condanna alle spese processuali né sanzioni pecuniarie: la Corte segue la giurisprudenza consolidata che esclude tali provvedimenti accessori in questa ipotesi.
  • È necessario distinguere tra inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse e altre cause di inammissibilità previste dagli artt. 591 e 606 c.p.p.; le conseguenze per il ricorrente possono essere diverse a seconda della causa.
  • La rinuncia formale del difensore o la comunicazione documentata della sopravvenuta perdita d'interesse è determinante per la declaratoria di inammissibilità: va presentata e registrata in modo tempestivo.
  • Nel contesto di misure custodiali, la revoca o l'inefficacia successiva del provvedimento impugnato normalmente rende privo di oggetto il ricorso; chi intende mantenere l'impugnazione deve dimostrare che persiste un interesse concreto e attuale.

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