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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23740/2025 del 25/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere contestando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la motivazione del giudice del riesame. In particolare la difesa censura: 1) l'asserita fuga del CONTEH alla vista degli operanti non poteva essere interpretata come elemento indiziario perché il veicolo degli operanti non era identificabile come mezzo di polizia; 2) la mancata considerazione della mancata consapevolezza del CONTEH circa la presenza dello stupefacente nell'autovettura, atteso che i due passeggeri avevano escluso la responsabilità del CONTEH e che i panetti e il denaro erano nella disponibilità degli acquirenti che li avrebbero occultati su di sé. Inoltre la difesa rileva l'interesse alla definizione dell'incidente cautelare in vista di una possibile domanda indennitaria ai sensi dell'art.314 c.p.p.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi, giudicandoli generici e privi di un confronto ragionato con la decisione impugnata. La Corte ha confermato che il giudice del riesame aveva adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi in capo al CONTEH sulla base di elementi quali: la qualità di conducente e proprietario del veicolo in cui erano occultati i panetti di eroina (sotto il sedile anteriore lato passeggero), le comunicazioni e gli accordi tra i co-indagati e il fornitore, la presenza di una somma consistente (euro 7.000) disponibile per l'acquisto, la condotta di guida spericolata e la circostanza che il CONTEH poteva allontanarsi dall'iniziativa criminosa ma non lo fece. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha rilevato che la difesa non ha articolato doglianze specifiche sulla ricorrenza o proporzionalità della misura; in ogni caso il giudice del riesame aveva motivato la sussistenza di un concreto rischio di reiterazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende; la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di cui all'art.94, comma 1‑ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art.314 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa quale norma che regola la domanda indennitaria per ingiusta detenzione: la difesa invoca interesse alla definizione dell'incidente cautelare in vista di una possibile richiesta indennitaria ai sensi di tale norma

  • art.94, comma 1 ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata nel dispositivo per gli adempimenti di cancelleria relativi agli avvisi di legge; la Corte ordina gli adempimenti previsti

  • principio giurisprudenziale sull'ammissibilità del ricorso per cassazione in materia di misure cautelari

    La Corte ricorda che il ricorso per cassazione contro misure cautelari è ammissibile solo per violazione di norme di legge o per manifesta illogicità della motivazione; non è consentito un nuovo esame dei fatti né una diversa valutazione degli elementi indizianti che riguardi ricostruzioni alternative più convincenti

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari la Corte di legittimità controlla la congruenza e la logicità della motivazione del giudice del merito, ma non procede a una rivalutazione dei fatti: per la cassazione è necessario dimostrare specifiche violazioni di legge o una manifesta illogicità della motivazione
  • Nella fase cautelare sono sufficienti 'gravi indizi di colpevolezza' valutati in modo complessivo: fattori rilevanti sono la qualità di conducente/proprietario del veicolo in cui è occultata la sostanza, il luogo dell'occultamento (es. abitacolo, sotto il sedile), comunicazioni/interlocuzioni tra indagati e fornitori, possesso di somme consistenti riconducibili all'acquisto e comportamenti (es. condotta di guida, possibilità di recesso dall'azione criminale)
  • La difesa che intenda impugnare una misura cautelare in Cassazione deve articolare criticamente e puntualmente le ragioni per cui la motivazione del giudice sarebbe manifestamente illogica o illegittima, indicando profili di diritto specifici; censure meramente ricostruttive dei fatti o generiche sono inammissibili
  • Per contrastare le esigenze cautelari è utile far emergere elementi concreti e specifici che escludano il pericolo di fuga, di inquinamento probatorio o di reiterazione (es. prova che l'imputato era inconsapevole, testimonianze, documenti che giustifichino la presenza nel luogo), non limitandosi a negazioni generiche
  • La sostituzione successiva della misura cautelare con altra non detentiva non preclude l'interesse a definire l'incidente cautelare se si intende promuovere una domanda indennitaria ai sensi dell'art.314 c.p.p., ma tale interesse deve essere prospettato con chiarezza

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