Cassazione Penale, Ordinanza n. 13025/2026 del 09/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La vicenda riguarda un imputato già condannato in primo e secondo grado per omicidio colposo e lesioni colpose aggravati dalla violazione della disciplina sulla circolazione stradale, in un sinistro stradale in cui il veicolo da lui condotto, ormai fuori controllo, aveva impattato contro la spalla di un cavalcavia. La Corte d'appello aveva confermato la condanna resa con rito abbreviato dal G.u.p. Il ricorrente ha poi proposto ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p., deducendo che la precedente sentenza della Cassazione avesse inesattamente percepito le risultanze processuali e omesso di rispondere a specifici motivi di ricorso, in particolare quelli sul giudizio controfattuale e sulla presunta mancanza di motivazione su censure decisive. Sosteneva inoltre che la Corte avesse attribuito alla difesa un mancato confronto con i profili di colpa evidenziati nei giudizi di merito, e che fosse stato erroneamente valorizzato il passaggio relativo al transito con le ruote di destra nella cunetta, circostanza che la difesa riteneva non contestata come condotta dell'imputato ma derivante dalla mancata protezione della strada da parte del gestore. Con memoria, la difesa contestava anche la fissazione de plano.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario. Ha ritenuto che le doglianze non denunciassero un vero errore di fatto percettivo, ma mirassero in realtà a contestare la valutazione giuridica e motivazionale compiuta nella precedente sentenza di legittimità, soprattutto in tema di nesso causale, prevedibilità dell'evento e giudizio controfattuale. La Corte ha ribadito che il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. non può essere usato per censurare errori di giudizio o di valutazione degli atti, neppure quando essi vengano prospettati come travisamento del fatto. Ha quindi confermato la definizione de plano del procedimento e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
errore materiale e l'errore di fatto, indicati dall'art. 625-bis cod. proc. pen. come motivi di possibile ricorso straordinario avverso provvedimenti della corte di cassazione
Il rimedio straordinario è limitato all'errore materiale o di fatto, inteso come svista percettiva sugli atti; non copre errori di valutazione, di giudizio o di interpretazione degli atti di legittimità.
il ricorso del LEONARDI è stato presentato al di fuori dei casi consentiti
La proposizione del ricorso oltre i limiti legali del rimedio ne comporta l'inammissibilità e consente la definizione de plano.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errore materiale o errore di fatto in senso stretto, cioè per una svista percettiva sugli atti o per una divergenza tra volontà e grafia; non è utilizzabile per denunciare errori di valutazione, di interpretazione degli atti o di giudizio.
- Non integra errore di fatto denunciabile con ricorso straordinario la censura che, pur formalmente prospettata come travisamento, investa la ricostruzione del nesso causale, il giudizio controfattuale o la motivazione della decisione di legittimità.
- In tema di colpa e causalità, la prevedibilità dell'evento va riferita a classi di eventi e non al singolo accadimento nelle sue specifiche articolazioni; la valutazione logica compiuta dal giudice di merito su tale profilo è insindacabile in sede di ricorso straordinario.
- La deduzione di una causa concorrente non equivale, di per sé, a interruzione del nesso causale: per escludere la responsabilità occorre che il fattore sopravvenuto assuma i caratteri della causa autonoma ed esclusiva dell'evento.
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