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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19204/2025 del 22/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di merito aveva parzialmente riformato la decisione di primo grado, rideterminando la pena irrogata a un imputato per il reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, accogliendo in udienza un concordato tra le parti ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. Il ricorrente ha proposto un unico motivo deducendo, cumulativamente, violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p., cioè per l'omesso rilievo di eventuali cause di proscioglimento evidenti nonostante la definizione del giudizio con concordato in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la censura sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. non fosse proponibile avverso una sentenza emessa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., perché non rientra nel numero chiuso dei motivi deducibili contro tale tipo di decisione. Conseguentemente ha disposto la declaratoria de plano dell'inammissibilità e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 4.000 alla Cassa delle ammende, escludendo l'assenza di colpa.

Norme richiamate

  • art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. n. 309/1990

    individua il reato oggetto del giudizio, relativo agli stupefacenti, per il quale l'imputato era stato condannato e poi aveva ottenuto una rideterminazione della pena in appello.

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    consente la definizione del giudizio di appello mediante concordato tra le parti; contro la sentenza resa ex art. 599-bis sono deducibili solo motivi specifici e tassativi.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    la sua mancata applicazione non è deducibile come motivo di ricorso avverso la sentenza emessa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., secondo l'orientamento richiamato.

  • art. 610, comma 5-bis cod. proc. pen.

    consente la declaratoria de plano dell'inammissibilità del ricorso.

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    norma richiamata anche nel passo giurisprudenziale che delimita i motivi ammissibili contro la sentenza concordata in appello.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    nel precedente richiamato, la sua omissione è considerata motivo inammissibile se dedotta contro una sentenza ex art. 599-bis c.p.p.

  • Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000

    richiamata per escludere l'assenza di colpa del ricorrente ai fini della condanna alla sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità.

Massime di principio

  • Contro la sentenza di appello emessa a seguito di concordato ex art. 599-bis c.p.p. il ricorso per cassazione è ammissibile solo per doglianze inerenti alla formazione del consenso, alla validità del consenso del pubblico ministero e alla difformità tra concordato e decisione del giudice.
  • Sono inammissibili le censure che mirano a far valere motivi rinunciati o che contestano la mancata valutazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. quando la decisione deriva da concordato in appello.
  • Parimenti inammissibili sono le doglianze sulla determinazione della pena che non si traducano in illegalità della sanzione, cioè in una pena fuori dai limiti edittali o diversa da quella prevista dalla legge.
  • L'inammissibilità del ricorso può essere dichiarata de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., con condanna del ricorrente alle spese e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, salvo assenza di colpa.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpaccio
RamiProcesso penaleStupefacenti
IstitutiInutilizzabilità della prova

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