Cassazione Penale, Sentenza n. 27405/2025 del 25/07/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 09/01/2025 del Tribunale del Riesame di Torino che, in parziale accoglimento dell'appello del Pubblico Ministero, aveva applicato al ricorrente la misura cautelare degli arresti domiciliari per il reato di detenzione ai fini di spaccio di cocaina. Il ricorrente denunciava violazione dell'art. 606, comma 1, lett. b), c) ed e) c.p.p., contestando la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza e chiedendo la riconsiderazione delle circostanze che avevano portato a ritenere la sua partecipazione collegata (concorso) e non mera connivenza.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che la censura fosse, in sostanza, una diversa valutazione dei fatti già compiuta dal Tribunale del Riesame e non una violazione di norme di legge o una manifesta illogicità della motivazione. Il provvedimento del Tribunale è stato considerato congruo nel ritenere sussistenti gravi indizi di colpevolezza in termini di concorso (comportamenti guardingo, accompagnamento del coindagato, permanenza a distanza ravvicinata, trasporto e deposito del borsone) e non mera connivenza. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; disposti adempimenti di cancelleria ai sensi dell'art. 28 Reg. Esec. cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. b), c) ed e)
Norma richiamata dal ricorrente quale presunta violata: disciplina i motivi di impugnazione per cassazione. La Corte ha ricordato che il ricorso per cassazione contro misure cautelari è ammissibile solo per violazione di specifiche norme o per manifesta illogicità della motivazione, non per semplice diversa valutazione dei fatti.
Riferimento relativo alla nozione di "gravi indizi di colpevolezza". La Corte ha stabilito che l'insussistenza di tali indizi può essere censurata in cassazione solo se la motivazione è mancante o manifestamente illogica, non quando si proponga una rivalutazione delle circostanze esaminate dal giudice di merito.
art. 28 Reg. Esec. cod. proc. pen.
Norma richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione. Non incide sulla valutazione sostanziale della misura cautelare, ma regola le formalità esecutive amministrative a valle della decisione.
Massime di principio
- In materia di misure cautelari personali la Corte di Cassazione non può svolgere un nuovo esame o riconsiderazione degli elementi di fatto: il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di norme o per manifesta illogicità della motivazione.
- Per contestare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza in Cassazione è necessario dimostrare carenze logiche o giuridiche evidenti nel provvedimento del giudice di merito; non è sufficiente proporre una diversa interpretazione o valutazione delle circostanze fattuali.
- Comportamenti quali seguire a distanza ravvicinata, accompagnare il presunto spacciatore durante le fasi di trasporto o deposito di materiale, mostrarsi guardingo o agitato possono essere valorizzati come contributo morale o materiale e configurare concorso, non mera connivenza, se idonei a rafforzare il proposito criminoso.
- La distinzione tra connivenza e concorso si basa sulla presenza di un contributo consapevole e attivo (anche morale o di supporto) alla realizzazione del reato: comportamento passivo e indifferente tende invece a configurare connivenza non punibile.
- Nelle impugnazioni contro misure cautelari conviene concentrare i motivi su errori di diritto, lacune o contraddizioni logiche nella motivazione del giudice di merito, documentando puntualmente tali vizi, anziché insistere su una rivalutazione fattuale del materiale probatorio.
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