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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 34679/2023 del 12/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Occhipinti aveva convenuto in giudizio per ottenere l'esecuzione in forma specifica del preliminare di compravendita (trasferimento di un terreno di 500 mq in Pozzallo) ai sensi dell'art. 2932 c.c., dichiarando di aver già pagato il prezzo e di aver depositato l'importo offerto. Il primo giudizio era stato deciso con esito negativo per mancata produzione del certificato di destinazione urbanistica (CDU), richiesto dalla Corte d'appello nel processo anteriore. Nel nuovo processo l'attore produsse il CDU rilasciato nel 2005; la Corte d'appello disattese la domanda ritenendo che l'oggetto fosse precluso dal giudicato e respinse la domanda di risarcimento danni ritenendola generica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la Corte territoriale abbia errato nel ritenere preclusa la domanda per effetto del giudicato. La Corte ha affermato che la mancata pronuncia sostitutiva del contratto in un precedente giudizio per la mancanza del certificato di destinazione urbanistica non impedisce la riproposizione dell'azione quando il contratto preliminare non sia stato risolto. Ha inoltre ricordato che il CDU costituisce una condizione dell'azione e che la sua mancanza può essere sanata anche mediante acquisizione d'ufficio ai sensi dell'art. 213 c.p.c. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Catania in diversa composizione, con condanna alle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2932 cod. civ.

    Riferito all'azione per ottenere il trasferimento immobiliare in esecuzione del preliminare; la Corte ha considerato che il giudicato negativo sulla pronuncia sostitutiva non impedisce la riproposizione dell'azione se il preliminare non è stato risolto.

  • art. 2909 cod. civ.

    Citando l'articolo come parametro normativo connesso alle questioni dedotte in ricorso; la decisione utilizza i principi connessi alle azioni conseguenti al preliminare e agli effetti delle pronunce giudiziali.

  • art. 213 cod. proc. civ.

    Interpretato nel senso che il certificato di destinazione urbanistica, essendo condizione dell'azione e non mero elemento della domanda, può essere acquisito d'ufficio dal giudice mediante i poteri istruttori previsti dall'art. 213, sottraendosi al puro principio dispositivo.

  • giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. n. 20886/2023 e altre pronunce)

    Richiamata per consolidare il principio che la mancanza del certificato urbanistico costituisce condizione dell'azione la cui assenza legittima l'acquisizione anche d'ufficio e non determina automaticamente l'impossibilita di riproporre la domanda se il preliminare non è stato risolto.

Massime di principio

  • La mancata produzione del certificato di destinazione urbanistica nel primo giudizio non equivale automaticamente a giudicato impeditivo se il preliminare non è stato risolto: la domanda di esecuzione specifica può essere riproposta se successivamente viene prodotto il certificato.
  • Il certificato di destinazione urbanistica è una condizione dell'azione (condizione di procedibilità o di idoneità dell'azione) e la sua mancanza può essere rilevata d'ufficio e sanata mediante acquisizione da parte del giudice ai sensi dell'art. 213 c.p.c.
  • Il giudicato copre soltanto quanto è stato effettivamente deciso e non si estende a precludere tutte le domande riproponibili che si basino su fatti o documenti sopravvenuti rispetto al primo processo.
  • Per ottenere il risarcimento danni occorre allegare e provare in modo specifico la natura, l'ammontare e il nesso causale del danno; domande generiche relative a mancata percezione di utilità economiche rischiano l'inammissibilità o il rigetto.
  • Prassi consigliata: produrre tempestivamente documentazione urbanistica; se non disponibile, chiedere formalmente al giudice l'acquisizione d'ufficio del documento o presentare istanza probatoria; se si è già ottenuto un precedente rigetto per mancanza di documenti, valutare la possibilità di riproporre la domanda qualora emergano fatti o documenti nuovi e il preliminare non sia stato risolto.

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