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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38162/2025 del 24/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato il suo appello volto a ottenere la revoca o la sostituzione degli arresti domiciliari con una misura meno grave. La difesa ha dedotto come motivo principale lo stato di salute del ricorrente, sostenendo difficoltà di deambulazione, senza però fornire elementi clinici specifici o documentazione tale da dimostrare l'incompatibilità dell'attuale regime cautelare con le condizioni di salute.

La decisione

La Seconda Sezione Penale ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione. È stata confermata la valutazione della Corte d'appello secondo cui il mero decorso del tempo non è sufficiente a giustificare la sostituzione della misura cautelare e che non erano emerse prove che lo stato di salute del ricorrente rendesse gli arresti domiciliari pregiudizievoli o incompatibili. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al pagamento di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., con il provvedimento che dichiara inammissibile il ricorso, la parte privata che lo ha proposto deve essere condannata al pagamento delle spese del procedimento, nonché - ravvisandosi profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità - al pagamento a favore della Cassa delle ammende di una somma equitativamente fissata

    La Corte ha applicato l'art. 616 c.p.p. per sanzionare il ricorrente ritenendo che le doglianze fossero generiche e prive di elementi nuovi o idonei a modificare la valutazione delle esigenze cautelari, ravvisando profili di colpa nella proposizione di un ricorso manifestamente inammissibile o infondato.

Massime di principio

  • Il mero decorso del tempo non giustifica, da solo, la sostituzione di una misura cautelare; è necessario dimostrare circostanze nuove e specifiche che incidano sulle esigenze cautelari.
  • Le deduzioni sulla incompatibilità della misura con lo stato di salute devono essere supportate da documentazione clinica dettagliata e recente (relazioni mediche, esami, certificazioni specialistica). Affermazioni generiche non sono sufficienti.
  • La valutazione dei giudici di merito sulle condizioni di fatto (es.: gravità delle condizioni di salute, impatto degli arresti domiciliari) tende ad essere preservata in sede di legittimità, salvo errori di diritto o palese assenza di motivazione.
  • Chi propone ricorsi privi di fondamento o manifestamente inammissibili rischia la condanna alle spese e sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto gli atti di impugnazione devono essere ben ponderati e motivati.
  • Per aumentare le probabilità di successo in casi simili: produrre certificazioni mediche dettagliate, indicare esattamente in cosa l'attuale misura è incompatibile, proporre concrete misure alternative e, se urgente, chiedere misure provvisorie o cautelari con idonea documentazione.
  • Quando si impugna una decisione su misure cautelari, è utile evidenziare elementi nuovi, concreti e temporali (peggioramento clinico, cambiamento delle esigenze cautelari, terapie non eseguibili in regime domiciliare) che giustifichino la revisione della misura.

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