Cassazione Penale, Sentenza n. 23362/2022 del 15/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Diaferio impugnava la sentenza che lo aveva ritenuto responsabile del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per avere, quale amministratore della Effebieffe s.r.l. (9/03/2010-02/04/2012), trasferito a titolo apparentemente oneroso ma in realtà gratuito i beni aziendali alla DA. & CO. s.r.l. tramite un contratto simulato. Nel ricorso deduceva carenze, contraddittorietà e illogicità della motivazione in ordine alla simulazione del contratto e alla sua responsabilità penale: sosteneva che gli elementi indicati dai giudici (il mancato incasso del prezzo, la successiva nomina dell'amministratore della cessionaria quale amministratore della cedente, lo stato di insolvenza) erano o al di fuori del suo controllo o spiegabili diversamente (accordi fra soci, rassicurazioni del Tarantino, necessità di evitare i costi di deposito), e pertanto non potevano fondare la condanna.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende (art. 615 c.p.p.), decisione resa il 01/04/2022. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della Corte d'appello, che ha indicato plurimi indizi di simulazione: (i) la circostanza che l'amministratore della cessionaria, un anno dopo, sia divenuto amministratore della fallita; (ii) che al momento della cessione la società fosse già in stato di insolvenza con istanza di fallimento depositata; (iii) l'assenza di iniziative da parte del Diaferio per ottenere il pagamento del prezzo. La Suprema Corte ha inoltre affermato che contestazioni dirette a diversa valutazione delle risultanze probatorie costituiscono censure di merito non sindacabili in questa sede e che la possibilità di recupero dei beni dopo la cessione è irrilevante: il reato si perfeziona con il distacco del bene dal patrimonio, indipendentemente da un successivo recupero.
Norme richiamate
Fondamento per l'ordine di versamento alla Cassa delle ammende della somma fissata a carico del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso.
Principio giurisprudenziale sulla bancarotta fraudolenta patrimoniale
richiamate pronunce (Sez. 5, n. 4739 del 23/03/1999; Sez. 5, n. 4150 del 30/11/2000; Sez. 5, n. 39635 del 23/09/2010) e altre sezioni (Sez. 6, n. 47204/2015; Sez. 6, n. 22256/2006; Sez. 1, n. 42369/2006)
La fattispecie di bancarotta fraudolenta patrimoniale si realizza con il distacco del bene dal patrimonio societario, con conseguente possibilità di depauperamento dei creditori; il successivo recupero del bene non esclude la sussistenza dell'elemento materiale del reato. Inoltre, la valutazione degli indizi e delle risultanze probatorie è rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se si tratta di mera rivalutazione di fatto.
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile ribaltare la valutazione del giudice di merito limitandosi a proporre una ricostruzione alternativa dei fatti: le censure devono riguardare profili di diritto o vizi logici-giuridici, non una diversa interpretazione delle prove.
- La simulazione di una vendita (cessione posteriore di beni a titolo gratuito travestita da atto oneroso) può essere desunta da plurimi indizi concatenati: mancato incasso del prezzo, rapporti societari tra cedente e cessionaria (es. cambio di amministratori), stato di insolvenza al momento dell'atto e mancanza di iniziative per ottenere il pagamento.
- La consumazione della bancarotta fraudolenta patrimoniale si verifica al momento del distacco del bene dal patrimonio; la successiva possibilità o effettivo recupero dei beni non elimina la responsabilità penale.
- La condotta omissiva o la mancata azione volta al recupero del prezzo o alla tutela del patrimonio sociale può essere valutata come indizio della volontà di depauperare i creditori.
- Nei casi di operazioni tra parti correlate o con rapidi cambi di controllo societario, il giudice può attribuire maggiore rilevanza probatoria a tali circostanze come elementi indiziari di condotte elusive o simulate.
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