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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 8706/2025 del 02/04/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del trasferimento disposto da Easyjet (14.4.2022) dall'aeroporto di Venezia Tessera a Milano Malpensa dell'assistente di volo Luca Medaglia. Il trasferimento era stato effettuato sulla base di criteri previsti nell'Accordo sindacale del 25.3.2022 (in particolare art. 2.1.2) che valutavano l'anzianità computando solo i periodi di servizio derivanti da rapporti a tempo indeterminato e non considerando i precedenti contratti a termine del lavoratore (anni 2015-2016). La Corte d'appello aveva ritenuto tali criteri discriminatori e aveva ordinato la riassegnazione alla sede di Venezia. Easyjet ha proposto ricorso per cassazione deducendo, tra l'altro, errata interpretazione del concetto di "continuous service" e violazioni di norme di ermeneutica contrattuale; il lavoratore ha resistito e la Procura generale ha chiesto il rigetto del primo motivo e l'inammissibilità degli altri.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Easyjet. Ha confermato la valutazione della Corte d'appello secondo cui la clausola dell'Accordo aziendale (art. 2.1.2) contrasta con la clausola 4, punto 1, dell'Accordo Quadro recepito dalla direttiva 1999/70/CE, che impone di riconoscere, ai fini di progressioni e sviluppi, l'anzianità maturata mediante contratti a tempo determinato salvo oggettive giustificazioni diverse. La Corte ha ritenuto corretto il percorso ermeneutico del giudice di merito (tenore letterale, interpretazione sistematica e comportamento successivo) e ha escluso che la società avesse dimostrato ragioni oggettive giustificative della diversa valutazione dei periodi a termine. Pertanto il trasferimento è stato dichiarato illegittimo e la pronuncia di merito confermata. La ricorrente è stata condannata alle spese di giudizio (importi liquidati e contributo unificato ai sensi dell'art.13 d.P.R.115/2002 e legge n.228/2012).

Norme richiamate

  • Accordo Quadro relativo ai contratti a tempo determinato (recepito dalla Direttiva 1999/70/CE)

    Impone il riconoscimento dell'anzianità maturata con contratti a termine ai fini di progressioni e carriera, salvo ragioni oggettive che giustifichino un diverso trattamento; la Corte l'ha ritenuta applicabile e lesiva del criterio aziendale che escludeva i periodi a termine

  • Direttiva 1999/70/CE

    Fonte comunitaria di riferimento per la disciplina dei rapporti a tempo determinato; la Corte ha invocato i principi della direttiva per valutare la compatibilità dell'accordo aziendale

  • Accordo collettivo aziendale 25.3.2022

    Stabiliva la computabilità dell'anzianità esclusivamente a partire dall'assunzione a tempo indeterminato; la Corte lo ha interpretato come discrimine che esclude i periodi a termine e lo ha ritenuto in contrasto con la normativa comunitaria

  • art. 360 c.p.c.

    Norma di legittimità relativa ai motivi di cassazione per violazione di legge; usata dalla ricorrente per censurare l'interpretazione del giudice di merito

  • art. 1362 c.c., art. 1363 c.c., art. 1366 c.c., art. 1369 c.c.

    Principi di interpretazione dei negozi giuridici: prevalenza del chiaro tenore letterale se inequivoco, altrimenti valutazione della comune intenzione delle parti, del comportamento successivo e del principio di buona fede; la Corte ha applicato questi criteri per confermare l'interpretazione della Corte d'appello

  • art. 132 c.p.c. e art. 118 disp. att. c.p.c.

    Rinvocate dal ricorrente per censurare la motivazione della sentenza di merito; la Corte di Cassazione ha ritenuto la motivazione del giudice di merito logica e coerente e quindi insindacabile nel merito

  • art. 1322 c.c.

    Richiamata dalla ricorrente in tema di autonomia negoziale; la Corte ha sottolineato che la libertà contrattuale non può derogare a norme sovraordinate e a principi comunitari di divieto di discriminazione

  • art. 91 c.p.c.

    Regola la condanna alle spese processuali secondo la soccombenza; applicata per liquidare le spese a carico della ricorrente

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater e legge 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17

    Norme che disciplinano il contributo unificato; la Corte ha dato atto dei presupposti per l'applicazione dell'onere a carico della ricorrente

Massime di principio

  • Criteri aziendali che escludono automaticamente dal calcolo dell'anzianità i periodi svolti con contratti a termine sono potenzialmente discriminatori rispetto all'Accordo Quadro e alla direttiva 1999/70/CE: l'esclusione può essere legittima solo se l'azienda dimostra ragioni oggettive attinenti alla natura o qualità della prestazione resa.
  • Nell'interpretare clausole collettive o aziendali il giudice parte dal tenore letterale: se il testo è univoco prevale; se non è univoco si devono considerare comportamento successivo delle parti, finalità, buona fede e altri criteri ermeneutici ex artt. 1362 ss. c.c.
  • In sede di cassazione il sindacato sull'interpretazione del giudice di merito è limitato: la Corte di legittimità verifica il rispetto dei canoni ermeneutici e la coerenza logico-motivazionale, ma non sostituisce la propria interpretazione quando esistono interpretazioni plausibili alternative.
  • In casi di trasferimento ritenuto illegittimo per discriminazione nei criteri di graduatoria, il rimedio pratico è la dichiarazione di illegittimità del trasferimento e la riassegnazione del lavoratore alla sede di provenienza, salvo diversa determinazione fondata su giustificazioni oggettive.

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