Cassazione Penale, Sentenza n. 35312/2023 del 22/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Comentale ha impugnato l'ordinanza che rigettava la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione e rimessione in pristino, deducendo: 1) vizi di notifica in quanto l'ordine di esecuzione era stato notificato solo al difensore d'ufficio (art.97, comma 2 c.p.p.); 2) violazione del principio "favor rei" perché la pena principale sarebbe stata condonata ai sensi della legge n.241 del 2006 e, quindi, non sussisterebbe più la ragione dell'ordine di demolizione; 3) errata valutazione dei vincoli urbanistici e amministrativi dal momento che il Comune avrebbe illegittimamente negato il condono (ordinanza comunale n.130/1998) e successivi strumenti urbanistici (PUC e legge regionale n.35/1987) avrebbero reso edificabile la particella o comunque consentito sanatorie; 4) violazione del principio di proporzionalità e dell'art.8 CEDU perché l'immobile costituirebbe l'unica abitazione del nucleo familiare e il giudice non avrebbe valutato le condizioni di vita del ricorrente.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto che il ricorrente non abbia dimostrato l'effettiva incidenza negativa della notifica al difensore d'ufficio e che l'impugnazione sia stata tempestiva; sul secondo e terzo motivo ha ritenuto che le censure attengono a valutazioni di fatto (diniego di condono, collocazione in zona a vincolo assoluto di inedificabilità, vincoli idrogeologici) compiutamente esaminate dal giudice dell'esecuzione e non sindacabili in questa sede; sul quarto motivo ha ritenuto l'inammissibilità per mancata allegazione che tale questione fosse stata dedotta davanti al giudice di merito. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art.97, comma secondo, cod. proc. pen.
La notifica al difensore d'ufficio è valida e non comporta di per sé inammissibilità se il ricorrente non dimostra l'effettiva lesione del diritto di difesa; la mancanza di pregiudizio rende inidonea la censura in cassazione
condono delle pene principali "ai sensi della legge n. 241 del 2006"
Il ricorrente invoca l'effetto estintivo/condonatorio della pena principale per sostenere la revoca dell'ordine di demolizione; la Corte però valuta che l'eventuale condono della pena non incida automaticamente sull'ordine di demolizione se permangono vincoli urbanistici/ambientali e valutazioni di fatto contrarie
art. 8 CEDU
Il diritto alla vita privata e familiare e alla casa può essere invocato, ma la Corte osserva che tale censura non è ammissibile in cassazione se non è stata previamente dedotta e provata davanti al giudice dell'esecuzione
legge regionale n. 35 del 1987
legge regionale n. 35 del 1987
Riferimento normativo richiamato dal ricorrente per sostenere modifiche dello strumento urbanistico che avrebbero potuto rendere praticabile una sanatoria; la Corte però conferma che il giudice di merito ha valutato la normativa vigente e i vincoli idrogeologici e ha escluso la sanabilità
provvedimento comunale n.130/1998
ordinanza comunale n.130/1998 (diniego di condono edilizio)
Atto amministrativo acquisito in giudizio e ritenuto definitivo dal giudice dell'esecuzione; la Corte ritiene che il giudice abbia legittimamente fondato sulle risultanze amministrative la decisione di non consentire la sanatoria
Massime di principio
- La notifica al difensore d'ufficio è sufficiente a meno che il ricorrente non provi l'effettivo pregiudizio derivante dalla mancata notifica personale; in assenza di tale prova la censura è inammissibile
- Le censure fondate su valutazioni di fatto (es. qualificazione urbanistica, diniego di condono, vincoli idrogeologici) sono difficilmente sindacabili in Cassazione se il giudice di merito ha compiuto una disamina logica e motivata delle risultanze probatorie
- Il mero sopravvenire di norme o strumenti urbanistici favorevoli non determina automaticamente la revoca di un ordine di demolizione; occorre che il nuovo quadro normativo e lo stato dei luoghi consentano concretamente la sanatoria e ciò deve essere provato e valutato in sede di merito
- Le violazioni di diritti fondamentali (es. art.8 CEDU) devono essere dedotte e documentate dinanzi al giudice di merito; sollevare tali questioni per la prima volta in Cassazione comporta rischio di inammissibilità
- Per ottenere la revoca o la sospensione di un ordine di demolizione è necessario predisporre in via preventiva e documentata tutte le prove relative alla titolarità, alla qualificazione urbanistica, all'assenza di vincoli e alle condizioni di vita che giustificherebbero il principio di proporzionalità
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 22 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 35279/2023 del 22/08/2023
- Sentenza penale · 22 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 35280/2023 del 22/08/2023
- Sentenza penale · 22 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 35281/2023 del 22/08/2023
- Sentenza penale · 22 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 35282/2023 del 22/08/2023
- Sentenza penale · 22 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 35285/2023 del 22/08/2023
- Sentenza penale · 22 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 35286/2023 del 22/08/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →