Ordinanza n. 287/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato n. -OMISSIS- emesso dallo Sportello Unico per l’immigrazione presso la Prefettura di Milano in data 27-12.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato emesso dallo Sportello Unico per l'immigrazione presso la Prefettura di Milano
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, chiedendone anche la sospensione cautelare. Il giudice ha rilevato, in via provvisoria e impregiudicata ogni ulteriore valutazione in rito e nel merito, che il ricorrente, dopo l'ingresso in Italia, era stato assunto dalla medesima impresa che aveva impegnato la quota nell'ambito del Decreto Flussi; se fosse stato convocato tempestivamente, avrebbe potuto sottoscrivere il contratto di soggiorno con il datore di lavoro. È stata inoltre dedotta e valutata la rilevanza del successivo licenziamento, nonché la situazione lavorativa attuale del ricorrente, che ha documentato di avere reperito un nuovo impiego con redditi adeguati al proprio sostentamento. Non sono emersi, allo stato degli atti, elementi sintomatici di pericolosità sociale.
La decisione
Il TAR ha accolto l'istanza cautelare ai fini di un motivato riesame. Ha sospeso interinalmente gli effetti della revoca del nulla osta e ordinato all'amministrazione di riesaminare motivatamente la posizione del ricorrente, considerando che l'assunzione era avvenuta presso la stessa impresa che aveva impegnato la quota del Decreto Flussi, che il successivo licenziamento non costituisce motivo di revoca del nulla osta e che il ricorrente dispone di un nuovo impiego con redditi adeguati, senza elementi attuali di pericolosità sociale. La parte più diligente dovrà depositare la prova dell'esito della nuova fase procedimentale entro il termine indicato dall'art. 55, comma 5, c.p.a.; la prosecuzione della fase cautelare è stata rinviata alla camera di consiglio del 28 ottobre 2026. L'ordinanza è esecutiva da parte dell'amministrazione.
Norme richiamate
sospendendo interinalmente gli effetti del provvedimento impugnato
La disposizione disciplina la tutela cautelare e consente, in presenza dei relativi presupposti, la sospensione dell'efficacia dell'atto e l'adozione di misure cautelari; il comma 5 è richiamato per il deposito della prova dell'esito della nuova fase procedimentale entro il termine assegnato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
Ha costituito la base per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- In sede cautelare, la revoca del nulla osta al lavoro subordinato presenta un sufficiente fumus boni iuris quando lo straniero, dopo l'ingresso in Italia, sia stato assunto dalla stessa impresa che aveva impegnato la quota nell'ambito del Decreto Flussi e risulti che, ove tempestivamente convocato, avrebbe potuto sottoscrivere il contratto di soggiorno.
- Il successivo licenziamento del lavoratore straniero non costituisce, di per sé, motivo di revoca del nulla osta al lavoro subordinato già conseguito.
- Ai fini della valutazione cautelare della posizione dello straniero, il reperimento di un nuovo impiego con redditi adeguati al sostentamento e l'assenza di elementi sintomatici di pericolosità sociale sono circostanze rilevanti per la sospensione della revoca e per l'ordine di motivato riesame.
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