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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47771/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta documentale, con due censure principali: (1) violazione di legge e vizio di motivazione per presunta inattendibilità delle dichiarazioni eteroaccusatorie di Luca Cordisco e per non aver approfondito l'ipotesi di furto d'identità e la precedente imputazione pendente, nonché per mancata considerazione della collaborazione con la curatela e dell'assenza di un contributo causale dell'Alghisi al fallimento; (2) vizio della motivazione nel rigetto delle attenuanti generiche, ritenuto fondato su una affermazione generica della gravità dei fatti senza indicare entità del dissesto o epoca di causazione e senza valorizzare elementi positivi prodotti dalla difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivi: il primo motivo era sostanzialmente una richiesta di riconsiderazione del merito e delle valutazioni di attendibilità delle prove (doglianze di fatto non sindacabili in sede di legittimità) e non denunciava un travisamento decisivo della prova; la sentenza di merito aveva fornito una motivazione logica e coerente sul ruolo di amministratore di fatto dell'Alghisi, sulla falsità di documenti e sulla artificiosità delle nomine degli amministratori formali. Il secondo motivo è stato ritenuto generico: il diniego delle attenuanti generiche si fondava su più indicatori (reiterazione, durata, finalità di dissimulazione, modalità fraudolente delle nomine e entità del passivo) e non evidenziava irragionevolezza. Conseguenze: declaratoria di inammissibilità, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti: i motivi che chiedono una diversa valutazione dell'attendibilità delle prove o una "rilettura" del materiale probatorio sono inammissibili se non denunciano un travisamento decisivo o un errore di diritto.
  • Per censurare la motivazione occorre dimostrare specifici profili di illogicità, contraddittorietà o manifesta insufficienza della motivazione, non semplici dissensi sulla valutazione delle risultanze probatorie.
  • Le doglianze generiche sul diniego delle attenuanti sono inammissibili; va invece dimostrato che la valutazione del giudice del merito è irragionevole o priva di motivazione rispetto agli elementi positivi prodotti.
  • Quando la difesa invoca fatti alternativi (es. furto d'identità di terzi) deve indicare elementi processuali concreti e decisivi già presenti nel fascicolo o evidenziare un travisamento per poter essere valutata in sede di legittimità.
  • L'attribuzione del ruolo di "amministratore di fatto" può essere legittimamente fondata su un insieme di riscontri documentali e comportamentali (falsità documentale, scarsa coerenza delle nomine formali, perdurante gestione economica), e non è necessario provare un contributo causale diretto al dissesto per l'integrazione del reato di pericolo contestato.

Testo integrale

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