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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10365/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Napoli del 06/02/2019 che aveva condannato l'imputata per ricettazione. La ricorrente ha dedotto, tra l'altro, violazione dell'art. 581 c.p.p. per avere la Corte territoriale dichiarato l'inammissibilità dell'appello con procedimento de plano inaudita altera parte, e violazione degli artt. 581 e 591 c.p.p. insieme a un vizio di motivazione nella qualificazione dell'appello come generico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la declaratoria di inammissibilità dell'appello da parte della Corte d'appello per mancanza di specificità e per la totale assenza di confronto con il contenuto effettivo della sentenza impugnata (la sentenza valorizzava che l'assegno era stato alterato e riscosso in nome dell'imputata). È stato affermato che la mancata correlazione tra le ragioni della decisione impugnata e i motivi di appello comporta l'inammissibilità ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. c). È stato inoltre ritenuto infondato il rimprovero sul rito seguito, posto che il difetto di specificità legittima la declaratoria 'de plano' ai sensi dell'art. 591, comma 2. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

Massime di principio

  • L'appello (e il ricorso per cassazione) deve confrontarsi esplicitamente e in modo specifico con le ragioni effettive della decisione impugnata; la mancata correlazione comporta inammissibilità ai sensi dell'art. 591 c.p.p.
  • Se i motivi di impugnazione sono generici o non affrontano i punti decisivi della sentenza, la Corte può dichiarare l'inammissibilità 'de plano' senza istruttoria integrativa (art. 591, comma 2).
  • L'atto di impugnazione deve indicare chiaramente quale errore di fatto o di diritto si contesta nella decisione di merito; non è sufficiente replicare in termini generici la contrarietà alla decisione.
  • Le doglianze sul rito (es. declaratoria 'inaudita altera parte') devono essere provate e specificamente motivate; non bastano affermazioni generiche per ribaltare la declaratoria di inammissibilità.
  • Un'impugnazione priva di specificità può esporre il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a sanzioni pecuniarie (Cassa delle Ammende) se la Corte valuta profili di colpa del ricorso.
  • In preparazione dell'appello è importante citare testualmente e confrontare i passaggi decisivi della sentenza impugnata (fatti, valutazione probatoria, motivazione) e spiegare come e perché siano errati.

Testo integrale

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