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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3407/2023 del 26/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto dichiarazione di ricusazione nei confronti delle giudici Brigida Cavasino e Danila Gilda Romano nel procedimento n. 2239/2014 (cd. "Rinascita Scott"). La Corte d'appello di Catanzaro ha dichiarato la ricusazione inammissibile per tardività. Il ricorrente sostiene di aver acquisito la conoscenza della causa di ricusazione solo nell'udienza dell'8/09/2022, dunque entro tre giorni, mentre la Corte ha ritenuto che, anche se la causa è stata conosciuta in udienza, la dichiarazione doveva essere formulata prima della chiusura dell'udienza (o, al più, fatta con riserva e formalizzata nei tre giorni successivi), ai sensi dell'art. 38 cod. proc. pen.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto il motivo tardivo in base alla giurisprudenza richiamata e alla regola che la dichiarazione di ricusazione nota in udienza deve essere formulata prima della sua chiusura (con possibilità di riserva e successiva formalizzazione entro tre giorni). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 38 cod. proc. pen.

    Il comma 2 stabilisce il termine di tre giorni per proporre la dichiarazione di ricusazione dal momento in cui si è venuti a conoscenza della causa. La Corte interpreta che, se la causa è conosciuta in udienza, la dichiarazione deve essere formulata entro la stessa udienza (o fatta con riserva per essere formalizzata nei tre giorni successivi); il mancato rispetto di tale obbligo rende la ricusazione tardiva.

Massime di principio

  • Esistono due orientamenti: uno fa decorrere il termine dei tre giorni da una situazione obiettiva di pubblicità (conoscibilità con ordinaria diligenza), l'altro dalla conoscenza personale, effettiva e integrale dell'interessato. Tuttavia, la scelta dell'orientamento non muta l'esito se la dichiarazione non è formulata tempestivamente.
  • Se la causa di ricusazione viene nota durante un'udienza, la dichiarazione va resa prima della chiusura dell'udienza; in alternativa è possibile dichiarare la ricusazione con riserva e formalizzarla poi entro tre giorni.
  • Se la causa riguarda atti o eventi esterni al processo, è prudente considerare il termine di tre giorni a decorrere dalla effettiva e personale conoscenza; comunque, per evitare rischi, è consigliabile agire immediatamente e documentare la data di conoscenza.
  • La mancata tempestiva proposizione della ricusazione può determinare l'inammissibilità e l'addebito delle spese e sanzioni (es. somma alla Cassa delle ammende), quindi è importante tempestività e, se necessario, formulare una riserva in udienza per non perdere il termine.
  • In situazioni dubbie è consigliabile: (a) dichiarare la ricusazione subito in udienza; (b) in mancanza di possibilità, formulare comunque una riserva esplicita e depositare la dichiarazione formale entro tre giorni; (c) conservare prove della data in cui si è acquisita la conoscenza della causa.

Testo integrale

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