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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33066/2024 del 23/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Di Mauro: impugnava per vizio di motivazione la condanna per bancarotta fraudolenta (patrimoniale e documentale) sostenendo di essere una "testa di legno" di Piscone, che aveva falsificato atti e lo aveva tenuto all'oscuro delle scelte gestorie; censurava il mancato esame e la valutazione insufficiente di testimonianze che avrebbero smentito la sua effettiva attività gestionale. Andreoli: proponeva tre motivi — (1) violazione delle norme sul concorso e difetto di prova circa il suo apporto concorsuale alle fattispecie di bancarotta (patrimoniale e documentale), sostenendo di aver svolto solo attività professionale e che l'ideazione/esecuzione fosse di altri (Mombello); (2) errata qualificazione del fatto (dolo vs colpa/imprudenza), per cui il fatto sarebbe al più bancarotta semplice; (3) eccezione di prescrizione del reato contestato.

La decisione

Per Di Mauro: ricorso rigettato; confermata la responsabilità e la condanna con riduzione pena in appello, condanna al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese della parte civile (TIM Spa), liquidate in Euro 3.686,00 oltre accessori. Per Andreoli: ricorso in parte accolto: la Cassazione ha ritenuto fondato il motivo relativo alla bancarotta fraudolenta documentale (capo 1.b) per carenza di specifica motivazione sull'apporto concreto dell'imputato a quella condotta, annullando la sentenza limitatamente a quel capo e rinviando per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Torino; il resto del ricorso di Andreoli è stato rigettato (compresa la doglianza sulla qualificazione come bancarotta fraudolenta patrimoniale e l'eccezione di prescrizione è stata dichiarata infondata perché i termini di prescrizione sono stati calcolati tenendo conto delle aggravanti ad effetto speciale), così che per la parte patrimoniale la condanna è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    richiamato in relazione al concorso di persone nel reato (concorso nel reato da parte di 'extranei' come consulenti/professionisti).

  • art. 216, comma 1, nn. 1 e 2 L.F. (Legge Fallimentare)

    norme richiamate in relazione alle fattispecie di bancarotta (patrimoniale e documentale) contestate; la Corte le ha usate per delimitare gli elementi costitutivi dei capi di imputazione.

  • art. 219, comma 1 e comma 2, L.F.

    aggravanti (in particolare l'aggravante ad effetto speciale per danno patrimoniale di rilevante gravità e la pluralità dei fatti) ritenute applicate dal giudice del merito ai fini del calcolo della pena e, conseguentemente, del termine di prescrizione.

  • art. 157, commi 2 e 3 c.p.

    usato per spiegare che, ai fini del computo del termine di prescrizione, si tiene conto dell'aumento di pena derivante dalle circostanze aggravanti ad effetto speciale anche se subvalenti nel bilanciamento; ne è conseguita la esclusione della prescrizione per Andreoli nelle date prospettate dalla difesa.

  • art. 217, comma 1, n. 2 L.F.

    richiamato dalla difesa di Andreoli per sostenere la configurabilità di una bancarotta semplice per mera imprudenza; la Corte di Cassazione ha però confermato il principio secondo cui, quando l'operazione comporta un notevole travaso patrimoniale e scarse prospettive di vantaggio per la società, la fattispecie è quella della bancarotta fraudolenta e non della semplice imprudenza.

  • art. 223, art. 224 L.F.

    richiamate nei motivi di ricorso (riferimenti normativi alle fattispecie e sanzioni fallimentari) anche se la decisione di cassazione si è concentrata in particolare sull'articolazione probatoria e sulla motivazione rispetto al capo documentale.

  • art. 69 c.p.

    menzionato per precisare che non si applica ai fini del computo della prescrizione quando si procede secondo l'art. 157 c.p.; argomentazione usata dalla Corte per il calcolo del termine prescrizionale.

Massime di principio

  • Per ritenere responsabilità penale di un professionista (commercialista, avvocato, consulente) come "extraneus" nella bancarotta fraudolenta è necessario dimostrare non solo consulenza formale ma l'effettiva partecipazione e la consapevolezza dei propositi distrattivi e il contributo alla esecuzione dell'operazione (ideazione, coordinamento, atti concreti).
  • Nel calcolo della prescrizione conta l'applicazione delle aggravanti ad effetto speciale ai sensi dell'art. 157 c.p., anche se nel bilanciamento con attenuanti risultino subvalenti: ciò allunga il termine prescrizionale.
  • Le censure di mancata o insufficiente motivazione vanno circostanziate: l'indicazione generica di testimonianze non valutate non è sufficiente; occorre indicare la decisività delle prove omesse rispetto al convincimento decisorio per ottenere l'annullamento.
  • Quando si contesta una bancarotta documentale occorre che la motivazione del giudice indichi chiaramente quale sia stato l'apporto specifico dell'imputato nelle registrazioni o nella tenuta delle scritture che hanno reso impossibile la ricostruzione (altrimenti la carenza motivazionale può determinare annullamento e rinvio).
  • La distinzione tra dolo e colpa (o imprudenza) nelle operazioni di ristrutturazione è sostanziale: operazioni che trasferiscono rilevanti asset senza garanzie e con consapevolezza della situazione di dissesto possono integrare il dolo e la fattispecie di bancarotta fraudolenta, non la semplice imprudenza.
  • In sede di impugnazione è utile fornire al giudice di cassazione una mappa documentale e argomentativa precisa delle prove che si ritengono erroneamente valutate od omesse, evidenziandone la rilevanza decisiva per il punto di diritto o di fatto contestato.

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