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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37333/2025 del 17/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Lecce in diversa composizione, dichiarando irrevocabile l'affermazione di responsabilità. Il Tribunale dovrà sanare il contrasto fra motivazione e dispositivo e valutare correttamente l'applicabilità delle attenuanti e la regolarità dell'accertamento della recidiva (che non poteva comportare aumento della pena se non contestata).

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso era fondato sulla violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen. per mancanza di motivazione e per contrasto tra motivazione e dispositivo: nella motivazione il giudice aveva escluso l'applicazione delle circostanze attenuanti generiche per la gravità della condotta, del danno e dei precedenti, mentre nel dispositivo le attenuanti venivano riconosciute con prevalenza sulla recidiva. Inoltre il Tribunale aveva aumentato la pena per la recidiva senza che questa fosse puntualmente contestata, violando il principio secondo cui la recidiva, essendo circostanza aggravante, può produrre un aumento di pena solo se contestata.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto sussistente la violazione per carenza e contrasto della motivazione rispetto al dispositivo, impedendo il controllo sulla decisione circa l'applicazione delle circostanze attenuanti.

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Il ricorso è stato trattato ai sensi di questa norma; profilo processuale relativo alla trattazione del ricorso per cassazione.

  • art. 615-ter c.p.

    Norma che disciplina il reato per cui l'imputato è stato condannato (accesso abusivo a sistema informatico); la Corte ha confermato l'affermazione di responsabilità ma ha annullato la sentenza per vizi di motivazione e valutazione delle circostanze.

  • art. 640-ter c.p.

    Norma relativa al reato di frode informatica per cui l'imputato è stato condannato; come sopra, responsabilità dichiarata irrevocabile ma sentenza annullata per vizio motivazionale e contestazione della recidiva.

  • Giurisprudenza di legittimità sulla recidiva (es. Sez. U, n. 20798 del 24/02/2011 e successivi)

    Principio richiamato: la recidiva, essendo circostanza aggravante che può comportare aumento di pena, non può essere fatta valere a danno dell'imputato se non è stata puntualmente contestata.

Massime di principio

  • Il dispositivo deve essere coerente con la motivazione: ogni riconoscimento o esclusione di circostanze attenuanti o aggravanti deve risultare chiaramente motivato; l'incoerenza è vizio tale da giustificare l'annullamento con rinvio.
  • Le circostanze attenuanti generiche richiedono specifica valutazione motivata; l'assenza di tale motivazione impedisce al giudice di legittimità di controllare l'esito decisorio.
  • La recidiva è circostanza aggravante e può aumentare la pena solo se è stata espressamente e puntualmente contestata nell'atto di accusa; in mancanza di contestazione, la sua applicazione è illegittima.
  • Se nel dispositivo risultano riconosciute attenuanti che la motivazione esclude, la parte interessata (PM o difesa) può chiedere l'annullamento totale della sentenza o il rinvio al giudice di merito per riqualificazione e ricalcolo della pena.
  • In situazioni analoghe la strategia difensiva utile è far emergere il contrasto motivazionale e la mancata contestazione di aggravanti rilevanti; la parte pubblica dovrà verificare la correttezza formale della contestazione delle circostanze aggravanti prima di sostenere un aumento di pena.

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