Cassazione Penale, Sentenza n. 26221/2023 del 16/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato l'assoluzione pronunciata in appello sostenendo violazione di legge e vizio di motivazione. In particolare: (i) per Mollaroli Adriana contestava che la Corte d'appello non avrebbe adeguatamente valutato l'utilizzo indebito di fondi (pur avendo in appello chiesto sentenza di non doversi procedere per prescrizione); (ii) per Benatti Stefania deduceva insufficiente motivazione rispetto alla riforma della condanna di primo grado, sostenendo che le spese contestate non erano attinenti alle finalità istituzionali e che occorreva motivazione rafforzata per l'assoluzione; (iii) per Zinni Giovanni rilevava che varie categorie di spese (collaboratori professionali, consulenze, spese postali ecc.) non erano rimborsabili e che la Corte d'appello avrebbe errato nel ritenere carente l'elemento soggettivo della sottrazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Quanto a Mollaroli e Benatti, il ricorso è stato ritenuto inammissibile per difetto di interesse del ricorrente, posto che in corso di giudizio è intervenuta la prescrizione rispetto alle contestazioni residue (e la pronuncia non poteva più produrre un risultato pratico favorevole per il pubblico ministero). Quanto a Zinni, la Corte ha ritenuto manifestamente infondate le censure del Procuratore Generale: la motivazione della Corte d'appello è stata considerata adeguata (ha spiegato perché le consulenze rientravano nelle funzioni del gruppo e ha valutato la esiguità delle altre spese con riferimento all'elemento soggettivo), e le censure del ricorrente sono risultate generiche e non hanno dimostrato manifesta illogicità del giudizio di merito. Pertanto il ricorso è stato dichiarato inammissibile nella sua totalità.
Norme richiamate
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
art. 568, comma quarto, cod. proc. pen.
Il ricorso per cassazione del Pubblico Ministero richiede un interesse concreto: sussiste solo se l'esito dell'impugnazione può produrre un risultato effettivamente favorevole e non meramente teorico. Quando la vicenda sia ormai esaurita (es. per intervenuta prescrizione), manca l'interesse e il ricorso è inammissibile.
giurisprudenza della Corte di Cassazione (richiamata)
Sez.6, n. 33573 del 20/5/2015; Sez.3, n. 48581 del 13/9/2016; Sez.6, 11341 del 17/11/2022 (dep. 2023, "Buscemi")
I precedenti richiamati consolidano il principio sull'interesse del Pubblico Ministero all'impugnazione e forniscono parametri interpretativi sull'analisi dell'elemento soggettivo nei reati di distrazione di fondi; inoltre evidenziano come la Corte valuti la congruità e l'adeguatezza della motivazione di merito, declinando l'intervento di legittimità quando le censure sono generiche o non dimostrano manifesta illogicità.
Massime di principio
- Il Pubblico Ministero ha interesse a proporre ricorso in Cassazione solo se l'accoglimento può produrre un risultato pratico favorevole; l'interesse viene meno quando, per esempio, è intervenuta la prescrizione che rende la vicenda esaurita.
- La Corte di Cassazione non annulla decisioni di merito per mere censure generiche: è necessario contestare specificamente la motivazione e dimostrare manifesta illogicità o violazione di legge.
- In tema di spese rimborsabili a gruppi politici, la valutazione sulla pertinenza delle consulenze e delle spese rispetto alle funzioni del gruppo è in larga parte una valutazione di merito riservata al giudice di merito e sindacabile in Cassazione solo in presenza di profili di illogicità manifesta o di falsità della motivazione.
- L'esiguità dell'importo e comportamenti successivi (es. rimborso immediato) possono incidere sulla valutazione dell'elemento soggettivo (dolo/volontà di appropriazione).
- Quando si impugna un'assoluzione in Cassazione è fondamentale indicare con precisione i capi di imputazione, le date e le singole spese contestate: argomentazioni generiche risultano inefficaci.
- L'evoluzione della giurisprudenza può rimodulare principi applicativi: richiami giurisprudenziali devono essere attuali e pertinenti alla fattispecie per sostenere un ricorso per cassazione.
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