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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31284/2026 del 13/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza riguarda una imputata, socia e legale rappresentante di una società subconduttrice, condannata nei due gradi di merito per bancarotta fraudolenta patrimoniale in concorso con l'amministratore della società poi fallita. La vicenda ruota attorno a una serie di operazioni su un immobile alberghiero: la società fallita aveva acquisito a titolo oneroso un contratto di locazione e sostenuto spese per beni strumentali e lavori; poi aveva sublocato l'immobile alla società della ricorrente, con canone mensile superiore al canone dovuto al proprietario, prevedendo quindi un margine economico per la fallita. Successivamente il rapporto fu trasformato in comodato, con eliminazione del margine e senza liberare la fallita dall'obbligo verso il locatore. La difesa ricorreva per tre motivi: 1) vizio di motivazione e travisamento della prova, sostenendo che i canoni risultavano pagati e che il dato contabile era solo frutto di scritture non aggiornate; 2) violazione di norme sulla valutazione della prova e motivazione apparente, assumendo non dimostrato il dolo dell'extraneus; 3) violazione dell'art. 216 l. fall., per mancata prova di un concreto pregiudizio ai creditori e dell'incidenza delle condotte sul dissesto.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondati tutti e tre i motivi e ha rigettato il ricorso, confermando la condanna già pronunciata nei gradi di merito. Ha ritenuto plausibile e logica la ricostruzione dei giudici di merito circa la mancata riscossione dei canoni e la natura distrattiva della trasformazione del rapporto da sublocazione a comodato; ha inoltre affermato che l'extraneus può concorrere nel reato proprio di bancarotta fraudolenta patrimoniale con dolo generico, anche eventuale, essendo sufficiente la consapevolezza della capacità depauperativa dell'operazione e non la specifica conoscenza dello stato di dissesto. Infine, ha ribadito che la bancarotta fraudolenta patrimoniale è reato di pericolo concreto: non occorre provare un nesso causale tra distrazione e fallimento né un danno puntuale già lamentato da singoli creditori, essendo sufficiente la concreta idoneità dell'atto a ridurre la garanzia patrimoniale della massa.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per delimitare l'esposizione dei motivi di ricorso nei limiti consentiti.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Invocato dalla difesa sulla valutazione della prova; la Corte non ne ricava una regola diversa da quella applicata nei giudizi di merito.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Invocato dalla difesa; la Corte ribadisce la sufficienza di una motivazione logica e la non necessità di ulteriori dimostrazioni del dissesto per la bancarotta patrimoniale.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa con riguardo alla motivazione della sentenza.

  • art. 110 cod. pen.

    Applicato al concorso di persone anche nei reati propri, consentendo il concorso dell'extraneus nel reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale.

  • art. 216 l. fall.

    Norma incriminatrice della bancarotta fraudolenta patrimoniale; la Corte ne ribadisce la natura di reato di pericolo concreto e la configurabilità della distrazione anche in presenza di mancata riscossione di crediti o di cessione gratuita di utilità aziendali.

  • art. 223, comma 1, l. fall.

    Richiamato per qualificare la bancarotta come reato proprio estensibile al concorso dell'extraneus.

Massime di principio

  • Integra la bancarotta fraudolenta patrimoniale qualunque operazione che distacchi beni, utilità o ragioni di credito dal patrimonio sociale senza adeguato corrispettivo o senza utilità per la società, determinando un depauperamento della garanzia dei creditori.
  • La mancata riscossione di canoni o crediti sociali può assumere natura distrattiva quando privi la società del contenuto economico effettivo del proprio diritto contrattuale; il fatto che il terzo abbia eventualmente pagato una parte dell'obbligazione a un altro soggetto non esclude la distrazione del differenziale o del credito non incassato.
  • La trasformazione di un rapporto contrattuale remunerativo in un assetto gratuito o comunque privo di ritorno economico, specie se non accompagnata da liberazione della società debitrice o da garanzie, è indice di distrazione.
  • Il concorso dell'extraneus nel reato proprio di bancarotta fraudolenta patrimoniale è configurabile quando il soggetto estraneo fornisca un contributo materiale o morale consapevole all'operazione depauperativa; non è richiesta la conoscenza specifica del dissesto, essendo sufficiente la consapevolezza della capacità lesiva dell'atto per le ragioni creditorie.
  • Nel reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale il dolo è generico e può assumere anche la forma del dolo eventuale: basta la consapevolezza che l'operazione sia idonea a recare pregiudizio ai creditori, non l'intenzione specifica di nuocer loro.
  • La bancarotta fraudolenta patrimoniale prefallimentare è reato di pericolo concreto: non occorre dimostrare un nesso causale tra singolo atto distrattivo e successivo fallimento, ma solo la concreta idoneità dell'atto a esporre a rischio la garanzia patrimoniale della massa.
  • Gli indici di fraudolenza e la 'zona di rischio penale' servono a risolvere casi ambigui; quando l'atto è unilateralmente depauperativo, privo di logica aziendale e vantaggioso solo per altro soggetto, tali strumenti selettivi perdono rilievo, essendo già evidente la tipicità della condotta.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolenta
RamiReati fallimentari
SottomaterieBancarotta patrimoniale
IstitutiConcorso di personeDolo eventualeNesso di causalità

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