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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34947/2026 del 30/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso contro la sentenza della Corte d'appello di Roma del 29 settembre 2025. L'unica censura riguardava la determinazione del trattamento punitivo, con specifico riferimento alla conferma della recidiva. Il testo non indica i fatti oggetto del processo, il reato contestato né la pena applicata in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo manifestamente infondata l'unica censura. Ha osservato che la decisione impugnata non incorreva in errori interpretativi rispetto alla disciplina applicabile, era sorretta da motivazione sufficiente e non illogica e aveva adeguatamente esaminato le deduzioni difensive sulla recidiva; la valutazione di merito non era quindi censurabile in sede di legittimità. In applicazione dell'art. 616 c.p.p., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. Decisione assunta il 22 giugno 2026.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    rilevato che all'inammissibilità del ricorso conseguono le pronunce di cui all'art. 616 cod. proc. pen.

    Alla dichiarazione d'inammissibilità conseguono le statuizioni sulle spese processuali e il pagamento della somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La censura sulla determinazione della pena e sulla conferma della recidiva è inammissibile quando è manifestamente infondata e la decisione impugnata, senza errori interpretativi, espone una motivazione sufficiente e non illogica e dà adeguato conto delle deduzioni difensive; la relativa valutazione di merito non è riesaminabile in sede di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazioneCircostanze del reato
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiRecidiva

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