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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32476/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza diretta ad ottenere la restituzione di un bene sottoposto a sequestro probatorio. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 96 c.p.p., sostenendo che vi fosse regolare nomina del difensore e che l'istanza fosse proposta nell'interesse del medesimo (rappresentante legale). Contestualmente il ricorrente non ha fornito la procura speciale dalla società, pur trattandosi di bene appartenente alla società di cui egli è rappresentante.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di specificità esterna, rilevando che il ricorrente non ha confrontato le censure con la motivazione del tribunale e non ha chiarito l'assenza della procura speciale richiesta quando il bene è di proprietà della società rappresentata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e al versamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende, non essendosi ritenuto il ricorso frutto di colpa grave.

Norme richiamate

  • art. 96 cod. proc. pen.

    Il ricorrente lamentava violazione di tale norma relativa alla nomina del difensore; la Corte ha ritenuto che la presunta violazione non fosse specificamente confrontata con la motivazione del tribunale e che, indipendentemente da ciò, il profilo decisivo fosse l'assenza della procura speciale dalla società titolare del bene.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per irrogare al ricorrente la condanna al pagamento delle spese del procedimento in favore della parte resistente e dell'erario processuale.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per affermare che, in assenza di prova di colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità, è comunque possibile determinare equitativamente una somma a favore della Cassa delle Ammende; la Corte ha ritenuto fondata tale valutazione e ha fissato l'importo di euro 3.000,00.

  • Giurisprudenza di legittimità (citata)

    Secondo la giurisprudenza richiamata, quando il bene sottoposto a sequestro appartiene a una persona giuridica e l'atto è proposto dal rappresentante legale, è necessaria una procura speciale conferita dall'ente al difensore per l'impugnazione o per la richiesta di restituzione; l'assenza di tale procura rende inammissibile l'istanza.

Massime di principio

  • In impugnazioni per inammissibilità è essenziale che il ricorso affronti puntualmente e specificamente la motivazione del provvedimento impugnato (specificità esterna).
  • Se il bene sottoposto a sequestro appartiene a una società, il rappresentante legale che agisce in nome della società deve munirsi e produrre una procura speciale dell'ente per consentire la legittimazione attiva del difensore; la mancanza di tale procura può comportare l'inammissibilità.
  • Le eccezioni formali rilevate dal giudice (es. assenza di procura speciale) devono essere espressamente contestate e documentate nel ricorso per evitare la declaratoria di inammissibilità.
  • La Corte può condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma equitativa alla Cassa delle Ammende anche se non accerta colpa grave, valutando caso per caso secondo i criteri della giurisprudenza costituzionale.
  • Prima di proporre ricorso è opportuno verificare la titolarità del bene e la qualità della legittimazione soggettiva, oltre a predisporre tutta la documentazione (procure, deleghe, atti societari) che dimostri l'interesse e la legittimazione dell'attore.

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