Cassazione Penale, Ordinanza n. 37560/2025 del 18/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché il motivo era diretto a ottenere una rilettura del compendio probatorio e una rivalutazione del merito, attività precluse al giudice di legittimità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli che aveva confermato la condanna di primo grado per il reato di minaccia. Con un unico motivo ha dedotto un vizio di motivazione relativo all'affermazione della responsabilità penale, sollecitando sostanzialmente una diversa valutazione delle risultanze probatorie rispetto a quella operata dai giudici di merito.
Norme richiamate
richiamato implicitamente nel dispositivo per la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito dell'inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità non è consentito dedurre un vizio di motivazione per ottenere una nuova valutazione degli elementi di fatto e delle prove già esaminate dai giudici di merito.
- La Corte di cassazione non può sostituire la propria lettura del materiale probatorio a quella del giudice di merito né adottare nuovi parametri di ricostruzione dei fatti ritenuti più plausibili dal ricorrente.
- La mera prospettazione di una diversa e più favorevole interpretazione delle risultanze processuali non integra un vizio deducibile in cassazione, se non si confronta con reali errori logici o giuridici della motivazione impugnata.
Come è indicizzato
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