Sentenza n. 4330/2026 - Roma, Sezione 5T
per l’annullamento -a) della comunicazione Agea 7.10.2022, prot. n. AGEA.AGA.2022-OMISSIS-, avente ad oggetto: “Regime quote latte – esecuzione sentenza/e dell'Autorità Giudiziaria. Ricalcolo del prelievo supplementare imputato”, con i relativi allegati, riferita ai periodi 1995/1996 e 1996/1997, inviata al signor -OMISSIS- a mezzo raccomandata il 19.10.2022; -b) di tutti gli altri atti antecedenti, presupposti, preparatori, conseguenti e comunque connessi con quelli impugnati, anche se allo stato non conosciuti, ivi compresi gli atti amministrativi assunti dall'Agea per il conteggio dei quantitativi di latte assoggettati a prelievo, per la compensazione e la riassegnazione dei quantitativi inutilizzati, così come riepilogati nella “Relazione illustrativa sull'esito dei calcoli di fine periodo 1995/1996” e nella “Relazione illustrativa sull’esito dei calcoli di fine periodo 1996/1997” (entrambe indicate come “Allegato 1” del provvedimento impugnato).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Comunicazione AGEA del 7 ottobre 2022, relativa all'esecuzione di sentenze dell'autorità giudiziaria e al ricalcolo del prelievo supplementare per i periodi 1995/1996 e 1996/1997, con i relativi atti presupposti e connessi
Esito
Favorevole al resistente (agenzia pubblica)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti avevano chiesto l'annullamento della comunicazione AGEA del 7 ottobre 2022 e degli ulteriori atti presupposti, preparatori, conseguenti e connessi, concernenti il conteggio dei quantitativi di latte assoggettati a prelievo, la compensazione e la riassegnazione dei quantitativi inutilizzati per i periodi 1995/1996 e 1996/1997. Il testo della sentenza non espone i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, poiché la controversia non è stata esaminata nel merito. In data 23 gennaio 2026 i ricorrenti hanno dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione nel merito e hanno chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione univoca dei ricorrenti. Il giudice ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo e dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., non residuasse interesse alla decisione di merito. Non sono stati esaminati i motivi di illegittimità relativi alla comunicazione AGEA né gli atti connessi. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti, in considerazione dell'esito della controversia e della particolarità delle questioni sottostanti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito, dichiarata dalla parte ricorrente, impone la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
Richiamato nella sentenza, senza una specifica applicazione motivata ulteriore.
Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- La dichiarazione univoca della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito comporta, in applicazione del principio dispositivo, la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l'esame nel merito dei motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
- In presenza di una controversia divenuta improcedibile, le spese possono essere integralmente compensate quando l'esito del giudizio e la particolarità delle questioni trattate lo giustifichino.
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