Sentenza del 01/07/2015 n. 13492 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’Agenzia delle Entrate ha proposto un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 9 e 15 della L. n. 289/2002 e dell’art. 1, comma 2-terdecies, del D.L. n. 143/2003. Ha sostenuto che la presenza di un processo verbale di constatazione e la notifica dell’avviso di accertamento impedivano al contribuente di definire mediante condono tombale l’annualità 1999. La CTR aveva invece annullato la cartella relativa a IVA, IRPEF e IRAP, ritenendo censurabile l’emissione dell’avviso prima della scadenza dei termini per aderire al condono.
La decisione
La Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza della CTR del Molise e, non essendo necessari ulteriori accertamenti, ha deciso la causa nel merito respingendo il ricorso introduttivo del contribuente contro la cartella. Ha stabilito che, per accedere alla definizione automatica dell’annualità 1999, il contribuente avrebbe dovuto prima definire il PVC o l’avviso di accertamento secondo l’art. 15 della L. n. 289/2002. Nel caso concreto il PVC era stato elevato il 23 gennaio 2002 e l’avviso di accertamento era stato emesso il 30 settembre 2003, prima della proposizione del condono; l’Amministrazione poteva emettere l’avviso durante i termini per il condono. La disposizione del D.L. n. 143/2003 non era applicabile, poiché riguarda l’ipotesi in cui il PVC non sia seguito da accertamento o rettifica per una determinazione contraria dell’Ufficio, oppure l’avviso sia annullato in autotutela. Spese dei giudizi di merito compensate; il contribuente è stato condannato a rifondere le spese del giudizio di cassazione, liquidate in 5.500 euro, oltre spese prenotate a debito.
Norme richiamate
L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9, comma 14
Ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 14, era inibito al contribuente definire con il condono tombale l'annualità relativa all'anno 1999, senza aver previamente definito il processo verbale di constatazione o l'avviso di accertamento, con le modalità di cui al successivo art. 15 stessa legge.
La definizione automatica dell’annualità non è accessibile se il contribuente non ha prima definito il PVC o l’avviso di accertamento secondo le modalità dell’art. 15.
L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9
In particolare la definizione automatica degli anni pregressi, prevista dalla L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9, presupponendo l'assenza di qualsivoglia attività accertativa da parte dell'Amministrazione, deve ritenersi preclusa anche nel caso di notifica di un processo verbale di constatazione con esito positivo (Cass. 8616/2011).
La definizione automatica degli anni pregressi presuppone l’assenza di attività accertativa; un PVC notificato con esito positivo è sufficiente a precluderla.
D.L. n. 143/2003, art. 1, comma 2-terdecies
La norma prevede infatti che gli stessi effetti di cui alla L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9, comma 10, siano altresì prodotti nel caso in cui, " prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il processo verbale di constatazione non abbia dato luogo ad avvio di accertamento o rettifica nei confronti del contribuente a seguito di provvedimento dell'Amministrazione finanziaria ovvero nel caso in cui l'avviso di accertamento emesso dall'ufficio sia stato annullato per autotutela".
La disposizione estende gli effetti della definizione soltanto nei casi specifici in cui il PVC non abbia portato ad accertamento o rettifica per un provvedimento dell’Amministrazione, oppure l’avviso sia stato annullato in autotutela; non si applica quando, come qui, l’accertamento è stato emesso.
L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 15
La norma disciplina le modalità con cui definire il PVC o l’avviso di accertamento: tale definizione preventiva era necessaria per poter accedere al condono tombale dell’annualità interessata.
Massime di principio
- La definizione automatica di un’annualità mediante condono è preclusa quando, prima della richiesta di condono, l’Amministrazione abbia svolto attività accertativa, compresa la notifica di un PVC con esito positivo.
- Se esiste un PVC o un avviso di accertamento, il contribuente deve verificare se la disciplina del condono richieda la loro definizione separata e preventiva; non può presumere che la sola adesione alla definizione automatica li assorba.
- La presentazione o la pendenza dei termini per il condono non impedisce di per sé all’Amministrazione di emettere un avviso di accertamento fondato su un PVC già elevato.
- Le eccezioni che consentono gli effetti del condono nonostante un PVC o un avviso sono circoscritte alle ipotesi previste dalla legge, tra cui la mancata prosecuzione dell’accertamento per una determinazione dell’Ufficio o l’annullamento dell’avviso in autotutela.
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