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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23339/2025 del 23/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna per violazione di legge e vizio di motivazione la condanna per il reato previsto dall'art. 385 c.p., sostenendo che il convincimento della Corte territoriale non ha rispettato il criterio dell'oltre ogni ragionevole dubbio. La condanna si è basata sull'esito negativo del controllo presso l'abitazione (presunta assenza dell'imputato) e ha ritenuto irrilevante, per mera congettura, la mancata attivazione dell'allarme del braccialetto elettronico. La difesa aveva invece prospettato una ricostruzione alternativa, verificabile con accertamenti sulla funzionalità del dispositivo (e.g. che l'imputato si fosse addormentato), che la Corte d'appello non ha valutato in modo razionale e motivato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la sentenza impugnata non si sia conformata al canone dell'oltre ogni ragionevole dubbio, abbia dato una nozione erronea di "evasione" confondendo l'esito negativo del controllo con la prova dell'allontanamento e non abbia valutato la plausibilità/razionalità della ricostruzione difensiva né la funzionalità del braccialetto elettronico. Per tali vizi la decisione è stata annullata e la causa è rimessa a diversa sezione della Corte d'appello di Catania per nuovo giudizio, con istruzioni a valutare se il compendio probatorio escluda o meno il dubbio razionale derivante dall'ipotesi alternativa.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen.

    Norma del codice penale relativa al reato di evasione; la Corte segnala che l'accertamento dell'eversione richiede prova dell'effettivo allontanamento dal luogo di detenzione, non mera constatazione del mancato riscontro a un controllo

  • art. 533, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiama il principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio quale criterio di giudizio per la condanna: è necessario che le prove escludano ricostruzioni alternative non già astrattamente formulabili ma concrete e razionalmente fondate

  • Sez. U, n. 14800 del 21/12/2017 (Troise)

    Richiamata per il principio che il canone dell'oltre ogni ragionevole dubbio incide anche sui metodi di accertamento e impone al giudice di confrontare e confutare le ricostruzioni alternative prospettate dalla difesa

  • Giurisprudenza di Sezioni (citazioni: Sez. 3 n. 5602/2021; Sez. 5 n. 1282/2018; Sez. 1 n. 17921/2010; ecc.)

    Ulteriori precedenti usati per precisare che la condanna richiede che le alternative restino solo ipotesi remote, prive di riscontro nelle emergenze processuali

Massime di principio

  • Il criterio dell'oltre ogni ragionevole dubbio obbliga il giudice a valutare e confutare le ricostruzioni alternative concrete prospettate dalla difesa; non basta che la tesi accusatoria sia plausibile.
  • Un esito negativo di un controllo (non reperire la persona in un luogo) non può da solo essere equiparato alla prova dell'evasione: occorre dimostrare l'effettivo allontanamento dal luogo di detenzione.
  • Se è utilizzato un dispositivo di controllo (es. braccialetto elettronico), la funzionalità del dispositivo e l'eventuale mancanza di segnalazioni devono essere tecnicamente e motivatamente valutate; la mera congettura sulla sua inattività non è sufficiente a escludere il dubbio.
  • In simili casi la Procura e il giudice devono acquisire elementi tecnici (verbali di funzionalità, logs, accertamenti tecnici o perizia) utili a escludere alternative realistiche offerte dalla difesa.
  • La mancata motivazione su punti decisivi (es. funzionamento del dispositivo di controllo) costituisce vizio che può portare all'annullamento e al rinvio per nuovo giudizio.

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