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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02764/2026 del 23/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Frosinone per il delitto di sostituzione di persona. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sulla prova della responsabilità penale, ma la censura è stata ritenuta aspecifica e comunque meramente fattuale, perché non si confrontava con la motivazione della sentenza di appello, che richiamava integralmente quella di primo grado in un quadro di doppia conforme. Con il secondo motivo ha lamentato il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., ma la Corte ha rilevato la pluralità di condotte reiterate e la conseguente abitualità ostativa all'applicazione dell'istituto, oltre alla non tenuità del fatto già motivata in appello. Con il terzo motivo ha contestato il riconoscimento dell'aggravante del nesso teleologico e la mancata applicazione dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p.; la prima doglianza è stata ritenuta manifestamente infondata, la seconda inammissibile perché nuova, non essendo stata dedotta in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto non deducibile il primo motivo per aspecificità e per il limite del controllo di legittimità in presenza di doppia conforme; ha ritenuto inammissibile il secondo motivo perché manifestamente infondato e generico, essendo ostativa alla particolare tenuità la pluralità di condotte reiterate; ha ritenuto il terzo motivo manifestamente infondato quanto al nesso teleologico e inammissibile quanto all'attenuante ex art. 62 n. 4 c.p. perché proposta per la prima volta in cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 494 c.p.

    È il titolo di reato contestato e confermato nei giudizi di merito: sostituzione di persona.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto è esclusa quando ricorre abitualità, desunta dalla pluralità di condotte reiterate, oltre che dalla non tenuità del fatto motivata dal giudice di merito.

  • art. 62 n. 4 c.p.

    L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità non può essere dedotta per la prima volta in cassazione se non risulta proposta in appello.

  • art. 62 c.p.

    Richiamato in relazione all'aggravante/attenuante dedotta nel ricorso; la Corte dichiara nuova la doglianza sull'attenuante di cui al n. 4.

  • art. 494 cod. pen.

    Norma incriminatrice della sostituzione di persona oggetto della condanna confermata.

Massime di principio

  • In presenza di doppia conforme, il ricorrente per cassazione deve confrontarsi specificamente con la motivazione di entrambe le sentenze di merito; censure meramente riproduttive o che sollecitano una nuova valutazione del fatto sono inammissibili.
  • La particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. non è applicabile quando la condotta presenti caratteri di abitualità desumibili da una pluralità di atti reiterati, anche se il singolo episodio possa essere astrattamente di modesta entità.
  • L'aggravante del nesso teleologico è configurabile se la condotta è sorretta dalla volontà di commettere il reato-fine servendosi del reato-mezzo; non è richiesto che i reati siano contestuali o unici, né che il reato-fine sia attualmente punibile o sia stato perseguito.
  • Le questioni non dedotte nei motivi di appello non possono essere introdotte per la prima volta in cassazione, pena l'inammissibilità della relativa doglianza.
  • Le censure sulla motivazione sono inammissibili in sede di legittimità quando si risolvono in una critica del merito o non si confrontano con la ratio decidendi della sentenza impugnata.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàImpugnazioniMinacce
RamiParte generaleProcesso penaleDelitti contro la persona
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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