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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02721/2026 del 23/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (autorità requirente)

La controversia

La persona sottoposta a mandato di arresto europeo ha impugnato la sentenza della Corte di appello che ne aveva disposto la consegna all'Autorità giudiziaria della Repubblica Ceca per l'esecuzione di una condanna a dodici mesi di reclusione relativa a reati indicati come furto e acquisizione indebita, falsificazione e alterazione di mezzi di pagamento. Con il ricorso sono stati dedotti due motivi: la violazione dell'art. 6 della legge n. 69 del 2005, per la mancata verifica dell'effettiva conoscenza del processo da parte della destinataria della decisione straniera, e la violazione del diritto di difesa. La Corte di cassazione, tuttavia, non è entrata nel merito dei motivi perché ha rilevato la tardività dell'impugnazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso perché depositato oltre il termine di cinque giorni previsto dall'art. 22 della legge n. 69 del 2005, decorrente dalla lettura in udienza della sentenza impugnata avvenuta il 3 dicembre 2025; il ricorso è stato depositato il 12 dicembre 2025. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., rilevando che non poteva escludersi la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    consente la trattazione in forma de plano dell'impugnazione quando essa debba essere dichiarata inammissibile per una causa assorbente, come la tardività.

  • art. 6 legge n. 69 del 2005

    richiamato dal ricorrente come parametro per contestare la mancata verifica dell'effettiva conoscenza del processo.

  • art. 22 legge n. 69 del 2005

    stabilisce il termine per proporre ricorso per cassazione avverso la decisione sulla consegna nell'ambito del mandato di arresto europeo.

  • art. 616 c.p.p.

    prevede la condanna alle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

  • art. 22, comma 5, legge n. 69 del 2005

    richiama gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla decisione di inammissibilità.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    è richiamata per il principio secondo cui la sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende presuppone l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità non esclusa.

Massime di principio

  • Nel procedimento di consegna in esecuzione di mandato di arresto europeo, il ricorso per cassazione deve rispettare il termine breve previsto dalla legge speciale; la proposizione oltre tale termine comporta l'inammissibilità assorbente dell'impugnazione.
  • Quando l'inammissibilità dell'impugnazione deriva da una causa evidente e dirimente, il giudizio di cassazione può essere definito de plano senza esame del merito.
  • La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna alle spese processuali e, salvo che risulti assente la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, anche al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
  • Le doglianze relative alla violazione del diritto di difesa o alla mancata verifica della conoscenza del processo restano assorbite se l'impugnazione è tardiva e quindi inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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