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Sentenza

Sentenza n. 970/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202400233

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: foglio di via obbligatorio con ordine di lasciare il Comune di Venezia e divieto di farvi ritorno per un anno

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore di Venezia del 28 dicembre 2023, deducendo l’insussistenza dei presupposti per l’applicazione della misura di prevenzione, nonché carenza di motivazione e difetto di istruttoria. Ha chiesto l’annullamento dell’atto. L’Amministrazione si è costituita chiedendo il rigetto. L’istanza cautelare è stata respinta. Nel corso del giudizio il Collegio ha rilevato d’ufficio una possibile causa di improcedibilità, consistente nella cessazione dell’efficacia della misura e nel conseguente difetto di attualità dell’interesse all’annullamento. Alle parti è stato assegnato un termine per presentare osservazioni, ma nessuna di esse ha fornito riscontro; il ricorrente, inoltre, non ha svolto ulteriori attività difensive dopo il rigetto della domanda cautelare.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. L’efficacia del foglio di via era infatti cessata nelle more del giudizio, sicché l’eventuale annullamento non avrebbe più procurato al ricorrente alcun beneficio concreto e attuale. Il Collegio ha inoltre rilevato che il ricorrente non aveva manifestato un interesse risarcitorio idoneo a giustificare, ai sensi dell’art. 34, comma 3, c.p.a., una pronuncia sull’illegittimità dell’atto ormai inefficace. La mancata risposta anche all’avviso d’ufficio sulla possibile improcedibilità ha confermato l’assenza di un interesse attuale alla decisione. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità del contenzioso e dell’esito del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 3, c.p.a.

    nei casi in cui l’annullamento del provvedimento impugnato non risulti più utile per il ricorrente, il giudice accerta l’illegittimità dell’atto se sussiste l’interesse ai fini risarcitori

    L’accertamento dell’illegittimità dell’atto divenuto inefficace presuppone la manifestazione di uno specifico interesse risarcitorio; in sua assenza, il ricorso è improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    il giudice dichiara, anche d’ufficio, il ricorso improcedibile quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione

    La cessazione dell’efficacia dell’atto impugnato, quando rende inutiliter data una pronuncia di annullamento e non permane un interesse risarcitorio, impone la dichiarazione di improcedibilità.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    il giudice indica alle parti le questioni rilevate d’ufficio sulle quali intende fondare la decisione

    Il giudice può rilevare d’ufficio la sopravvenuta carenza di interesse, ma deve previamente sottoporla al contraddittorio processuale; nel caso concreto le parti, ritualmente avvisate, non hanno formulato osservazioni.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento, cessa l’efficacia del provvedimento impugnato e l’eventuale annullamento non è più idoneo a procurare al ricorrente un beneficio concreto e attuale, il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La cessazione dell’efficacia dell’atto impugnato non comporta necessariamente la prosecuzione del giudizio ai fini dell’accertamento dell’illegittimità ai sensi dell’art. 34, comma 3, c.p.a.; a tal fine è necessario che il ricorrente manifesti uno specifico interesse risarcitorio.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere rilevata d’ufficio dal giudice, purché la relativa questione sia previamente sottoposta alle parti ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a.
  • La mancata presa di posizione della parte ricorrente sull’avviso del giudice relativo alla possibile improcedibilità, unitamente all’assenza di ulteriori difese, conferma la carenza di attualità dell’interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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