Cassazione Penale, Sentenza n. 39078/2022 del 17/10/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava l'omessa applicazione delle pene accessorie previste dall'art. 12 del d.lgs. 74/2000 in conseguenza della condanna inflitta dal Tribunale di Fermo (sentenza 05/10/2021) per il reato previsto dall'art. 10 del medesimo decreto. La Procura Generale ha dedotto violazione di legge per non aver applicato le pene accessorie obbligatorie; anche la difesa ha chiesto l'annullamento limitatamente alla mancata determinazione delle pene accessorie.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla mancata applicazione delle pene accessorie e ha disposto il rinvio al Tribunale di Fermo per un nuovo giudizio esclusivamente sul punto delle pene accessorie. Ha dichiarato irrevocabile l'accertamento di responsabilità ai sensi dell'art. 624, comma 2, c.p.p. La Corte ha richiamato la giurisprudenza che riconosce la natura discrezionale della determinazione di talune pene accessorie (es. pubblicazione della sentenza) e la conseguente impossibilità di deciderne la misura in sede di legittimità.
Norme richiamate
art. 10, d.lgs. 74/2000
Norma del reato per il quale l'imputato è stato condannato; costituisce la fattispecie sostanziale contestata.
art. 12, d.lgs. 74/2000
Prevede le pene accessorie conseguenti alla condanna per reati del decreto; la Corte ha ritenuto che l'art. 12 imponga l'applicazione delle pene accessorie e che la loro determinazione richieda una valutazione discrezionale che non può essere svolta in sede di legittimità.
art. 173, comma 1, disp. att., cod. proc. pen.
Limita l'ampiezza della motivazione del ricorso in cassazione ai soli profili strettamente necessari per il giudizio; qui è stato richiamato per delimitare i motivi esaminati.
art. 624, comma 2, cod. proc. pen.
Consente di dichiarare irrevocabile l'accertamento di responsabilità; la Corte ha applicato questa previsione per fissare l'irripetibilità del giudizio di responsabilità sui fatti già accertati.
Giurisprudenza citata (Cass. Sez. 3, n. 45754 del 12/07/2017 e Sez. U, n. 6240 del 27/11/2014)
Richiamata per affermare che la determinazione della durata della pubblicazione della sentenza (pena accessoria) è discrezionale entro il limite dei 30 giorni e che le valutazioni sulle altre pene accessorie richiedono apprezzamenti di merito non sindacabili in sede di legittimità.
Massime di principio
- La condanna per reati previsti dal d.lgs. 74/2000 comporta l'applicazione anche delle pene accessorie previste dall'art. 12; l'omissione è vizio di legge che può determinare l'annullamento parziale della sentenza.
- La Cassazione può annullare limitatamente alla parte che omette l'applicazione delle pene accessorie e disporre il rinvio al giudice di merito per la loro determinazione, perché si tratta di valutazioni discrezionali non emendabili in sede di legittimità.
- La determinazione di alcune pene accessorie (es. la pubblicazione della sentenza) ha limiti temporali normativi (ad es. max 30 giorni) ma la scelta concreta della durata spetta al giudice di merito.
- Dichiarando l'accertamento di responsabilità irrevocabile (art. 624 c.p.p.), la Corte impedisce che sul merito dei fatti si riapra il giudizio in sede di rinvio: il nuovo giudizio deve essere limitato esclusivamente alla determinazione delle pene accessorie.
- Sia il pubblico ministero che la difesa possono chiedere l'annullamento e il rinvio quando vi è omissione di determinazioni obbligatorie della sentenza (come le pene accessorie); la Corte valuterà la fondatezza in base alla legge e alla giurisprudenza consolidata.
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