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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24073/2025 del 30/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che, nel confermare la decisione di merito, aveva applicato la recidiva e negato la concessione delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p. Il primo motivo denunciava violazione di legge e illogicità della motivazione in ordine alla recidiva, sostenendo che il giudice di merito non avrebbe correttamente valutato il rapporto tra il fatto per cui si procede e i precedenti penali. Il secondo motivo censurava il diniego delle attenuanti generiche nella massima estensione, ritenendo insufficiente la motivazione e valorizzando la confessione/ammissione di responsabilità.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati. Quanto alla recidiva, ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di appello, che aveva esaminato in concreto l'omogeneità tra il fatto oggetto del giudizio e precedenti condotte del 2003, desumendone una spiccata pericolosità speciale; ha inoltre valorizzato la predisposizione di specifici strumenti per commettere reati di truffa e rapina come ulteriore indice di pericolosità sociale. Quanto alle attenuanti generiche, ha ritenuto congrua e non illogica la motivazione di merito, osservando che il giudice non è tenuto a confutare ogni singolo elemento favorevole dedotto dalle parti, essendo sufficiente il richiamo agli elementi ritenuti decisivi; nel caso concreto, la personalità dell'imputato e le modalità della condotta giustificavano il diniego, mentre la sola ammissione di responsabilità, resa in un contesto in cui era poco verosimile una diversa ricostruzione dei fatti, non imponeva il riconoscimento del beneficio. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 133 c.p.

    La valutazione della recidiva deve essere compiuta in concreto, considerando il rapporto tra il fatto per cui si procede e i precedenti penali, per verificare se la pregressa condotta sia indicativa di una perdurante inclinazione al delitto e di un fattore criminogeno per il reato contestato.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle circostanze attenuanti generiche può essere motivato valorizzando gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti, senza necessità di esaminare analiticamente tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti.

Massime di principio

  • La recidiva non può essere applicata sulla sola base della gravità astratta dei fatti o dell'ampiezza temporale dei precedenti: occorre una valutazione concreta dell'omogeneità tra condotta attuale e precedenti e della loro idoneità a rivelare una stabile inclinazione al reato.
  • Ai fini della recidiva, è legittimo valorizzare anche elementi ulteriori, come la predisposizione di strumenti specificamente funzionali alla commissione di reati, quando tali dati siano indicativi di una maggiore pericolosità sociale.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è adeguatamente motivato quando il giudice richiama i profili ritenuti decisivi, quali personalità dell'imputato e modalità della condotta, senza dover confutare puntualmente ogni elemento favorevole prospettato dalla difesa.
  • La sola ammissione di responsabilità non impone di per sé la concessione delle attenuanti generiche, specie quando intervenga in un contesto processuale in cui risulti poco plausibile una diversa versione dei fatti.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoPena e commisurazione
RamiParte generale
IstitutiRecidiva

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