Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24314/2023 del 06/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della custodia cautelare in carcere per il concorso in estorsione in danno di Patrascu Victor George e per il reato di detenzione di cocaina ai fini di spaccio. Il ricorrente contestava la necessità della detenzione in carcere per il pericolo di reiterazione, sostenendo che il tribunale aveva fondato la decisione sui precedenti penali e sulla misura di prevenzione della sorveglianza speciale non considerando la lontananza temporale dei fatti e l'attualità delle esigenze cautelari; inoltre richiamava che un coindagato (Monticelli) aveva ricevuto misure meno afflittive.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e per mero riesame di merito. Ha ritenuto congrua e logica la motivazione del tribunale di merito, che ha evidenziato il consistente rischio di reiterazione per la spiccata indole violenta del Viglioglia, i precedenti penali per reati gravi e l'inefficacia delle misure preventive (sorveglianza speciale) come deterrente. Per questi motivi la detenzione in carcere è stata ritenuta l'unica misura idonea, mentre gli arresti domiciliari non avrebbero garantito la prevenzione sociale. Condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende; ordine alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La custodia cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione può essere motivata sulla base di precedenti penali gravi e del comportamento violento dell'indagato; la rilevanza temporale dei precedenti va valutata nel contesto, non automaticamente esclude il pericolo.
  • L'inefficacia di misure preventive o restrittive precedenti (es. sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno) può rafforzare la valutazione del rischio e giustificare misure più afflittive come la detenzione in carcere.
  • La differenza di misure applicate a coindagati non annulla la legittimità della misura più grave se sussistono elementi specifici che distinguono il comportamento e la pericolosità dell'indagato.
  • Per impugnare con successo in Cassazione decisioni cautelari occorre un ricorso specifico e argomentato che censuri la motivazione con riferimenti precisi; le censure generiche e il mero riesame di merito sono inammissibili.
  • Gli arresti domiciliari possono essere ritenuti insufficienti quando l'indagato dimostra incapacità di autocontrollo e alta propensione alla commissione di reati; in tali casi la detenzione in carcere può essere ritenuta l'unica misura idonea a garantire la prevenzione sociale.
  • La valutazione delle esigenze cautelari richiede motivazione concreta sui profili di pericolo (reiterazione, inquinamento delle prove, fuga); il giudice deve esplicitare il nesso tra fatti, personalità dell'indagato e scelta della misura.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.