Cassazione Penale, Sentenza n. 21907/2022 del 07/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Genova che, confermando l'assoluzione per il reato di cui all'art. 544-ter c.p., li aveva però ritenuti responsabili ai fini civili in relazione al reato di cui all'art. 727 c.p. I motivi di ricorso alla Corte di cassazione contestavano: 1) che la parte civile fosse stata rimessa in termini in modo improprio e avesse quindi proposto l'appello tardivamente; 2) che la Corte territoriale avesse operato una reformatio in peius e violato il diritto di difesa modificando di fatto l'imputazione; 3) che la Corte non avesse valutato compiutamente le prove e le dichiarazioni favorevoli alla difesa; 4) che non fosse stata effettuata una corretta distinzione delle posizioni dei singoli imputati.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati. Ha respinto l'eccezione sulla tempestività dell'appello: la Lega Nazionale per la Difesa del Cane era stata validamente rimessa in termini per errori informativi di cancelleria e aveva proposto appello entro il termine utile. Ha invece accolto i motivi che censuravano l'accertamento della responsabilità in relazione all'art. 727 c.p., osservando che tale reato non era contestato dall'Accusa e che la Corte territoriale non aveva indicato gli elementi costitutivi pertinenti ricavabili dall'imputazione. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente agli effetti civili e la causa rinviata al giudice civile competente in grado d'appello, al quale è demandata anche la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Riferito nel testo come il capo di imputazione per il quale gli imputati erano stati assolti. La Corte d'appello aveva confermato l'assoluzione per questo reato; la Cassazione non ha censurato tale parte della decisione.
La Corte territoriale aveva ritenuto rilevante questo reato ai fini civili, ma la Cassazione ha rilevato che l'accusa non lo aveva contestato e che la sentenza di merito non indicava gli elementi costitutivi rilevanti ricavabili dall'imputazione. Ne consegue che, ai fini sia della responsabilità penale sia delle conseguenze civili, il giudice deve motivare chiaramente il richiamo agli elementi tipici del reato come formulato nell'imputazione.
Massime di principio
- La remissione in termini può essere pronunciata con esito favorevole alla parte che abbia effettivamente ignorato il termine per cause imputabili a errori o informazioni errate della cancelleria; in tal caso l'appello si considera tempestivo.
- Il giudice d'appello non può riformare l'imputazione in peius senza garantire il rispetto del diritto di difesa: ogni riclassificazione o aggravamento deve essere sorretta da chiari elementi dell'imputazione e dare alla difesa la possibilità di confrontarsi.
- Non è sufficiente richiamare genericamente un reato per fondare delle conseguenze civili: la decisione deve indicare gli elementi costitutivi del reato come risultanti dall'imputazione e collegarli alle prove.
- Se l'errore della decisione riguarda unicamente gli effetti civili (ad es. liquidazione del danno o riconoscimento della responsabilità civile con base in un capo non adeguatamente accertato), la Cassazione può annullare limitatamente a tali effetti e rinviare al giudice civile competente.
- Il giudice deve sempre operare una chiara distinzione tra le posizioni dei coimputati; una valutazione cumulativa senza motivazione distinta può essere viziata e valutata negativamente in cassazione.
- Per la parte civile, è fondamentale vigilare sulla correttezza delle comunicazioni di cancelleria e, in caso di incertezza sulla tempestività dei termini, chiedere conferme o provvedimenti formali per preservare il diritto di impugnare.
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