Cassazione Penale, Sentenza n. 41849/2025 del 31/12/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava la motivazione della sentenza di assoluzione per contraddittorietà e manifesta illogicità. Si deduceva che il Tribunale non ha adeguatamente valorizzato un insieme di elementi indizianti: l'imputato controllato nottetempo in luogo isolato a poca distanza dal muro imbrattato; la scritta risultava "freschissima"; al momento del controllo l'imputato era intento ad armeggiare con una pistola a spruzzo ed era in possesso di tre bottiglie di vernice rossa (di cui una semivuota) della stessa tonalità della scritta; aveva con sé un compressore e un tubo di collegamento idonei al funzionamento della pistola. Il Tribunale avrebbe travisato e in parte trascurato questi elementi, non collegandoli logicamente all'imbrattamento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Pubblico Ministero. Pur rilevando la tardività della memoria difensiva depositata il 11.12.2025, la Corte ha annullato la sentenza impugnata per vizio della motivazione (contraddittorietà e manifesta illogicità) e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio al Tribunale di Vicenza in diversa composizione. Non è stata pronunciata una condanna definitiva: la sentenza di assoluzione è stata annullata e la causa è rimessa a nuovo esame di merito.
Norme richiamate
art. 639, secondo comma, cod. pen.
Norma che constata il reato di imbrattamento di cose altrui; nel caso era contestata per aver apposto una scritta su un muro in cemento protettivo di una strada statale. La Corte ha motivato l'annullamento valutando che gli elementi probatori indicati dal pubblico ministero erano idonei a sostenere l'accusa e non correttamente valutati dal Tribunale.
Massime di principio
- La valutazione degli indizi deve essere compiuta nel loro insieme: vicinanza spazio-temporale al luogo del fatto, possesso di strumenti idonei e materiale parzialmente consumato della stessa tonalità della traccia costituiscono un quadro indiziario rilevante se collegati logicamente.
- Il giudice di merito è obbligato a fornire una motivazione chiara, coerente e non contraddittoria quando decide di non ritenere probatori elementi che, considerati congiuntamente, rafforzano l'accusa; la mancanza di tale motivazione è motivo di annullamento in Cassazione.
- La presenza di attrezzatura funzionante e di vernice "semivuota" è elemento che rafforza l'ipotesi che il possessore abbia effettivamente utilizzato il materiale per compiere l'imbrattamento, salvo plausibili spiegazioni alternative fornite dalla difesa.
- La Corte di Cassazione, in presenza di vizio di motivazione che impedisce la valutazione compiuta delle emergenze processuali, annulla e rinvia per nuovo giudizio invece di sostituirsi al giudice di merito; ciò comporta che la vicenda tornerà a essere esaminata in fatto.
- Per la difesa, in casi analoghi è determinante produrre spiegazioni alternative credibili (es. possesso legittimo del materiale per altro uso, presenza di terzi, elementi che smentiscano la contemporaneità) e contestare la concatenazione logica degli indizi.
- Per l'accusa, è importante documentare e conservare elementi oggettivi (fotografie della scritta che ne attestino la freschezza, riscontro cromatico, verbali di sequestro degli strumenti, dichiarazioni dei testi) per rendere più solida la valutazione indiziaria.
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