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Sentenza

Sentenza n. 2469/2026 - Milano, Sezione 1

per l'esatta e integrale esecuzione della sentenza n. 618/2024 del Tribunale di Busto Arsizio, Sezione Lavoro, pubblicata in data 26.9.2024, con la quale il Tribunale ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito alla corresponsione alla parte ricorrente, mediante accredito sulla Carta Elettronica del Docente, dell’importo nominale di euro 2.000,00, quale contributo per la formazione del docente.

Giustizia amministrativa202600670

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione, fino alla proposizione del ricorso, della sentenza del Tribunale di Busto Arsizio che riconosceva il diritto a 2.000 euro sulla Carta elettronica del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l’esatta e integrale esecuzione della sentenza n. 618/2024 del Tribunale di Busto Arsizio, Sezione Lavoro. Tale sentenza aveva accertato il diritto della docente a fruire, per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, del beneficio annuale di 500 euro previsto per l’aggiornamento e la formazione, condannando il Ministero a mettere a disposizione complessivi 2.000 euro mediante la Carta elettronica del docente. Dopo la notificazione e il deposito del ricorso, il Ministero ha accreditato, in data 18 marzo 2026, le somme dovute. La ricorrente ha quindi insistito esclusivamente per la condanna dell’Amministrazione alle spese del giudizio, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che, dopo la proposizione del ricorso, l’Amministrazione ha eseguito il comando contenuto nella sentenza del giudice ordinario, facendo conseguire alla ricorrente il bene della vita perseguito. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale e le ha poste a carico del Ministero, poiché l’adempimento è intervenuto tardivamente, soltanto dopo l’instaurazione del giudizio. Le spese sono state liquidate in 800 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato se versato, con distrazione in favore dei difensori antistatari. Il TAR ha inoltre disposto l’esecuzione della sentenza da parte dell’autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Fondano il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione del comando contenuto nella sentenza del giudice ordinario.

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza e la relativa decisione; il TAR lo richiama quale base normativa del procedimento.

  • art. 1, comma 122, l. 107/2015

    È richiamato dalla sentenza del giudice ordinario quale disciplina del beneficio economico della Carta elettronica del docente.

  • d.p.c.m. 28 novembre 2016

    È richiamato quale fonte delle modalità di erogazione del beneficio della Carta elettronica del docente.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l’Amministrazione esegue integralmente il comando giudiziale dopo la proposizione del ricorso, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere per sopravvenuto conseguimento del bene della vita.
  • L’adempimento tardivo dell’Amministrazione, intervenuto soltanto dopo l’instaurazione del giudizio di ottemperanza, giustifica la condanna dell’Amministrazione alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.
  • La liquidazione delle spese può essere contenuta quando il giudizio di ottemperanza riguarda una questione seriale e non richiede l’esame di specifiche e distinte questioni di fatto e di diritto.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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