Cassazione Penale, Sentenza n. 29203/2026 del 31/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblico ministero)
La controversia
Il giudice dell'esecuzione aveva sospeso l'ingiunzione di demolizione relativa a un manufatto abusivo composto da 45 box in lamiera zincata e copertura in materiale stabilizzato e cocciame di pietra, sito in Barletta. Il pubblico ministero ha impugnato l'ordinanza deducendo, con un unico motivo, che il tribunale si era limitato a prendere atto del pagamento dell'oblazione senza verificare se vi fossero elementi concreti per ritenere plausibilmente prossima l'adozione del provvedimento amministrativo di condono/sanatoria, requisito necessario per sospendere o revocare l'ordine di demolizione. Ha inoltre contestato la motivazione riferita a una non meglio precisata controversia tra gli istanti e il Comune di Barletta, ritenuta insufficiente e non spiegativa del nesso con la sospensione dell'ordine demolitorio. Gli istanti hanno resistito con memoria chiedendo il rigetto del ricorso.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso del pubblico ministero. Ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale di Trani non avesse applicato il principio secondo cui la sospensione o revoca dell'ordine di demolizione, in presenza di istanza di condono o sanatoria, richiede l'accertamento di elementi tali da far ritenere plausibilmente prossima la decisione favorevole dell'autorità amministrativa. Nel caso concreto, l'istanza di condono risaliva al 1995, ma il provvedimento impugnato non motivava in ordine ai tempi ragionevoli di rilascio. Inoltre, il giudice dell'esecuzione aveva considerato solo il pagamento dell'obblazione, senza verificare se ciò comportasse la prossima sanatoria, e aveva richiamato in modo generico una controversia con il Comune senza spiegare perché essa impedisse l'esecuzione dell'ordine di demolizione. L'ordinanza è stata quindi annullata con rinvio al Tribunale di Trani per nuovo esame.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. n. 380 del 2001
L'ordine di demolizione delle opere abusive può essere sospeso o revocato solo se, a fronte di un'istanza di condono o sanatoria, il giudice dell'esecuzione accerti la sussistenza di elementi che rendano plausibilmente prossima l'adozione del provvedimento amministrativo favorevole.
Massime di principio
- La sospensione o revoca dell'ordine di demolizione di opere abusive non può fondarsi sul solo dato del pagamento dell'obblazione, se non vi è un concreto accertamento della prossimità del rilascio del titolo in sanatoria.
- In materia edilizia, la pendenza di una domanda di condono non basta di per sé a impedire l'esecuzione dell'ordine demolitorio: occorre una motivazione specifica sulla ragionevole prevedibilità dell'accoglimento e sui tempi dell'adozione del provvedimento amministrativo.
- Il giudice dell'esecuzione deve svolgere una valutazione critica della documentazione prodotta e non può limitarsi a recepire in modo apodittico le allegazioni degli istanti o riferimenti generici a controversie amministrative o giudiziarie.
- Il pagamento dell'obblazione successivo al giudicato non estingue il reato né determina automaticamente la caducazione dell'ordine di demolizione, che resta revocabile soltanto per effetto del rilascio del permesso di costruire in sanatoria.
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