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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1849/2023 del 18/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte di appello di Ancona che aveva dichiarato inammissibili, per tardività, i loro appelli avverso la condanna del Tribunale per concorso in tentata rapina aggravata. Deducevano violazione di legge e vizi di motivazione in relazione alla citazione delle imputate in appello, contestando la declaratoria di inammissibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per mancata specificità dei motivi richiesti dagli artt. 581, comma 1, e 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., rilevando che le Corti di merito avevano correttamente accertato la tardività degli appelli (depositati il 04/11/2016 invece che entro il termine del 22/10/2016). Per effetto della inammissibilità totale, le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 ciascuna in favore della Cassa delle ammende, per essere apparsa evidente la colpa che ha determinato l'inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020, come convertito

    Procedimento svolto nelle forme semplificate previste dalla norma emergenziale; giustifica motivazione ridotta della Corte ma non influisce sui requisiti di ammissibilità del ricorso in Cassazione.

  • art. 581, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiede la specificità dei motivi di ricorso per la Cassazione; la mancata specificità comporta inammissibilità del ricorso.

  • art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Prevede i criteri di specificità dei motivi di impugnazione e l'obbligo di confronto con la decisione impugnata; l'assenza di tale confronto rende il ricorso inammissibile.

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Stabilisce le conseguenze economiche della declaratoria di inammissibilità totale del ricorso, con condanna alle spese processuali e possibile applicazione di sanzioni pecuniarie.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Affermata la possibilità di condannare al pagamento di una somma a titolo di sanzione pecuniaria quando la inammissibilità dipenda da colpa imputabile al ricorrente; qui applicata per liquidare euro 3.000 a ciascuna ricorrente.

Massime di principio

  • La tempestività dell'impugnazione è fondamentale: un deposito oltre il termine previsto determina di regola l'inammissibilità dell'appello o del ricorso.
  • I motivi di ricorso in Cassazione devono essere specifici e confrontarsi direttamente con la decisione impugnata; formulazioni generiche o non confrontate sono cause di inammissibilità.
  • In caso di inammissibilità totale il giudice può condannare alle spese processuali e irrogare sanzioni pecuniarie se l'inammissibilità è dovuta a colpa del ricorrente.
  • Le procedure semplificate previste da norme emergenziali non esonerano dall'osservanza dei requisiti formali e sostanziali di ammissibilità del ricorso.
  • Se si contesta la regolarità della citazione o altri profili formali, è necessario dimostrare in modo specifico come tali profili abbiano inciso sui termini o sull'effettiva possibilità di proporre tempestivamente l'impugnazione.
  • È opportuno, prima del deposito, verificare con precisione i termini processuali e predisporre motivi chiari e specifici per evitare il rigetto per carenza di specificità.

Testo integrale

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